Perché il credito degli emergenti corre così velocemente

A
A
A
di Stefano Fossati 16 Giugno 2020 | 13:30

A cura di Andrey Kuznetsov, Senior Portfolio Manager per la divisione internazionale di Federated Hermes

Di recente il credito dei mercati emergenti ha registrato i migliori ritorni degli ultimi otto anni, grazie a una combinazione di fattori di mercato e di carattere regionale (figura 1). L’aumento del programma di acquisto d’emergenza Pepp della Banca Centrale Europea, i dati sull’occupazione negli Stati Uniti migliori rispetto alle attese e l’incremento del prezzo del petrolio, in risposta al maggiore aumento dei prezzi dell’Arabia Saudita degli ultimi 20 anni, hanno sostenuto l’andamento dell’asset class.

In crescita: i ritorni del credito dei mercati emergenti (Fonte: Bond Indices a giugno 2020)

L’esplosione dei fallen angel quest’anno ha ampliato le dimensioni del settore energetico, aspetto che rende la ripresa del prezzo del barile un tema particolarmente importante per l’universo dell’high yield globale. Un rally del prezzo del petrolio sostiene anche l’America Latina, regione che ha contribuito in misura maggiore alla sovraperformance messa a segno dai mercati emergenti.

Come accaduto negli Stati Uniti, i dati economici dei mercati emergenti si stanno rivelando più rosei del previsto. Entrambe le regioni stanno ora superando l’Europa, dove invece i flussi e l’attività del mercato primario sono in ritardo. La recente ripresa delle valute dei mercati emergenti, insieme alla diminuzione delle attese di inflazione, renderà anche più facile per le banche centrali conservare un indirizzo accomodante. Il credito è sempre più visto come l’asset class preferita per la ripresa del mercato, un sentiment che si sta estendendo in direzione delle obbligazioni dei mercati emergenti.

Si può evincere ciò dal fatto che i ritorni del credito dei mercati emergenti siano pressoché invariati da inizio anno, anche se regioni come l’America Latina stanno ancora faticando nella lotta contro la pandemia. Dato che le banche centrali dei Paesi sviluppati continuano a sottrarre quote di obbligazioni al controllo degli investitori, i mercati che non sono direttamente coinvolti da queste dinamiche politiche saranno sempre più interessanti.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Investimenti, obbligazioni: la dispersione sarà un tema centrale

Asset allocation, emergenti: oltrte alle commodity c’è dell’altro

Fondi, da Federated Hermes un comparto sulla biodiversità

NEWSLETTER
Iscriviti
X