Pil Eurozona in calo, il peggiori risultato in 39 anni

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di Giacomo Berdini 12 Febbraio 2010 | 10:30
Cala quasi del 5% il Pil del 2009 e in Italia del 2,8%. Se nel primo trimestre del 2010 questo trend dovesse continuare, c’è il rischio di cadere in una seconda fase di recessione.

I dati aggiornati sul prodotto interno lordo europeo sono stati portatori di brutte sorprese.
La recessione finanziaria che ha colpito l’economia globale nel 2008, ha avuto ripercussioni pesanti sul sistema per tutto il 2009, causando più danni del previsto.

La crescita economica dell’Eurozona, infatti, nel corso dell’anno appena trascorso ha subito una flessione che fa registrare il peggior risultato mai visto negli ultimi 39 anni; era dal 1971, anno d’inizio della serie storica, che non si accusava un calo del Pil così marcato.
Nel 2009 è sceso del 4,9%, quota che causa una crescita acquisita pari allo zero per il 2010.

L’Istat rileva che nell’ultimo trimestre dello scorso anno, il prodotto interno lordo italiano è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, su base congiunturale, e del 2,8% rispetto al quarto trimestre 2008, su base tendenziale. La stima dell’Istat è molto al di sotto delle attese che si attendevano un aumento dell’0,1%.
La diminuzione congiunturale del Pil è il risultato di una riduzione del valore aggiunto dell’industria, di una sostanziale stazionarietà del valore aggiunto dei servizi e di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura.
Il quarto trimestre del 2009, peraltro, ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente ma una giornata lavorativa in più rispetto al quarto trimestre del 2008.

Il ritorno del sentiero di crescita in territorio negativo aumenta i timori di una seconda fase recessiva che si aprirebbe nel caso in cui il primo trimestre del 2010 riportasse un prodotto interno ancora in calo.

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