Settore lusso, nuove minacce di dazi dagli Usa

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di Gianluigi Raimondi 26 Giugno 2020 | 10:00

Gli Usa hanno avviato una consultazione pubblica (che terminerà oggi, 26 luglio) per valutare l’imposizione di ulteriori 3,1 mld di euro di dazi sulle importazioni da Francia, Spagna, Germania e Regno Unito, includendo tra le varie categorie i beni di lusso e i liquori.

Questo possibile aumento dei dazi si inserisce nell’ambito della disputa per gli aiuti dell’UE ad Airbus che già aveva alimentato la prima tornata di aumenti per ammontari simili lo scorso 0ttobre, colpendo allora, tra le varie categorie, i liquori Italiani ma risparmiando quelli francesi e i beni di lusso.

Tra i titoli coperti da Equita potenzialmente esposti, gli analisti della Sim milanese segnalano LVMH, che realizza il 24% del fatturato Usa, sia attraverso il segmento Wines&Spirits che attraverso il segmento Fashion & Leather. Ricordando però che il marchio LV ha tre siti produttivi in Usa. Inoltre i principali marchi del gruppo hanno un forte posizionamento in Usa (LV, Dior, Hennessy) e un forte pricing power.

Se l’atteggiamento ostile dell’amministrazione Trump dovesse estendersi anche all’Italia, in generale il mercato Usa vale in media il 15-20% circa del fatturato per i titoli sotto copertura Equita (inclusa Kering, la cui produzione è Italiana): meno esposta Tod’s (8%), più esposta Brunello Cucinelli (34%).

Il settore tratta a 29x P/E21 e 24x P/E22, fanno notare da Equita, a premio dell’85% circa rispetto allo Stoxx600, vs. 65% nel 2017-19, nonostante la bassa visibilità sulle stime nel breve e sulla velocità di recupero nel FY21.

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