A picco le donazioni in Gran Bretagna

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di Eliana Pelucchi 18 Febbraio 2010 | 14:00
Arte in crisi

Il mondo dell’arte alza bandiera bianca. Per la prima volta in cinque anni calano le donazioni dei facoltosi inglesi. A lanciare l’allarme è la società di consulenza Arts & Business che nel suo ultimo rapporto segnala quanto le precarie condizioni economiche del Paese stiano mettendo in seria difficoltà anche gli high net worth individuals che fino ad ora si erano mostrati immuni alla crisi. “I dati mostrano una riduzione degli investimenti di privati, trust e foundations – spiega Colin Tweedy, Chief Executive di Arts & Business – vorremmo essere ottimisti, ma purtroppo il peggio deve ancora arrivare. Il 2011 sarà l’anno più difficile. Solo a partire dal 2013 la fiducia nel settore delle arti comincerà a migliorare”.
Secondo il rapporto, i dati pongono fine al “trend di rapida crescita” degli ultimi anni. Tra il 2008 e il 2009, infatti gli investimenti dei più ricchi del Regno sono scesi di 363 milioni di sterline, segnando una diminuzione del 7%. Le donazioni sono diminuite notevolmente in tutti i settori, non solo nelle arti. L’American Philanthropic Giving Index, prodotto dal Centro di Filantropia dell’Università dell’Indiana negli Stati Uniti, mostra come i lasciti siano crollati nel primo semestre del 2009, registrando un calo del 21,7%. Non ci sono statistiche precise riguardo alle donazioni in tutta Europa. Tuttavia, secondo gli esperti, le tendenze possono essere viste come uno specchio di ciò che sta accadendo negli Stati Uniti. “Affinchè le arti e la cultura continuino a prosperare – continua Tweedy – stiamo cercando di portare avanti iniziative politiche per stimolare i fondi del settore privato. La soluzione potrebbe essere l’introduzione di nuovi incentivi per incoraggiare le imprese o di nuovi tipi di fondi per incrementare e inspirare una cultura filantropica”.

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