L’Oracolo – Uno scherzo del menga

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Avatar di Giacomo Berdini 18 Febbraio 2010 | 16:00
Quando i poliziotti si travestono da criminali…e quando la matematica è vista attraverso gli occhi di Poncharello

Qui all’Oracolo abbiamo spesso parlato di rapine finite male, o d’improbabili delinquenti che hanno fatto la fine del topo…scemo.
Abbiamo così dimostrato come i criminali, quando non in carica presso qualche pubblico uffizio dopo democratiche elezioni, siano sempre più vicini alle scimmie.

Dall’altra parte della barricata, tralasciando le barzellette sui Carabinieri, non tutti i poliziotti sbirri sono simili a Starsky e Hutch, ma sono invece una strana sintesi tra il Poncharello dei Chips, il commissario Basettoni e il commissario Winchester.
Cerchiamo di spiegarlo con una dimostrazione pseudo scientifica molto pseudo e poco scientifica che infine si rivelerà miracolosamente esatta:
immaginate di moltiplicare la stupidità darwiniana dei criminali per la proverbiale furbizia di cui si imputano essere portatori sani i Carabinieri. Per proprietà fantamatematica dell’elevazione pitagorica dovremmo ottenere un cretino al quadrato.
Dopo aver formulato questo teorema che, dopo aver infangato il nome di Pitagora, potrebbe addirittura concorrere per il premio Nobel e far rodere d’invidia anche Margherita Hack, ecco un’applicazione pratica.

Questa che segue è la vicenda di alcuni poliziotti del Queensland, in Australia, che hanno preso un po’ troppo sul serio il carnevale, e un po’ troppo poco sul serio il loro lavoro.
Tutti quanti nei nostri uffici abbiamo un collega pacioso, un po’cicciotto e bamboccione, a cui è piacevole fare scherzi di vario genere, per poi farsi una risata davanti ad una birra. Per nostra fortuna però queste bertucce da ufficio di solito non sono armate.
La vittima dello scherzo in questione, infatti, è un poliziotto incaricato di prestare sorveglianza sotto copertura ad una farmacia.
I suoi colleghi simpaticoni, degni di essere gli equivalenti australiani di Paolo Bitta, hanno così deciso di travestirsi da ladri e, finito il turno di lavoro, di simulare una rapina alla farmacia Coomera, in modo da spaventare il collega bertuccia e poi farsi una bella risata tutti assieme una volta smascherata la bravata.

Ma ecco una lezione dell’Oracolo per tutti voi: non sottovalutate mai i vostri amici bonaccioni, perché una volta o l’altra potrebbero mettervi nel sacco, facendovi cadere vittima dei vostri stessi scherzi.
Il poliziotto di guardia alla farmacia, infatti, come i falsi ladri si sono introdotti nel negozio per simulare la rapina, è entrato in azione pistola in pugno e per poco non c’è pure scappato il morto.
Insomma i poliziotti furbacchioni sono stati inchiodati al muro con un’arma da fuoco spianata e pronta a sparare, così hanno dovuto faticare non poco per farsi identificare dal loro collega svelando la loro vera identità e spiegando la bravata:
“È stato solo uno scherzo! Siamo poliziotti anche noi! Ti ricordi? Siamo colleghi! Dai su fatti una bella risata!”.
Purtroppo per loro la vittima dello scherzo non ha trovato la cosa molto divertente e, riposta la pistola nella fondina, si è presentato alla centrale per esporre un richiamo formale.
Quindi il distretto ha dato il via ad un’indagine interna e presto i quattro poliziotti burloni saranno raggiunti da un provvedimento disciplinare.
Che scherzo del menga!   

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