Regno Unito, dopo il Covid il Paese non può permettersi una hard Brexit

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Avatar di Stefano Fossati 14 Luglio 2020 | 13:30

A cura di Christophe Dumont, Economist di Candriam

Dopo un calo record del Pil nell’aprile del 2020 a seguito del lockdown, l’economia britannica dovrebbe subire una delle più profonde recessioni dei tempi moderni. Uno shock economico simile è stato osservato in tutta Europa a causa della pandemia.

Tuttavia, l’allentamento delle misure di contenimento nel Regno Unito ha determinato una ripresa economica più lenta rispetto a quella che stanno vivendo gli altri Paesi europei colpiti, in particolare Germania, Francia e Italia, che hanno allentato prima il lockdown. Al contrario in Gran Bretagna le misure di contenimento sono state allentate solo all’inizio di giugno e, all’inizio di luglio, non erano ancora state eliminate tutte le restrizioni.

Secondo il Summary of Business Conditions del secondo trimestre pubblicato dalla Bank of England, le imprese britanniche restano caute sul loro percorso di crescita: le aziende intervistate non prevedono un ritorno alla normalità delle vendite, dell’occupazione, o degli investimenti prima della fine del 2021. Il piano di sostegno annunciato dal governo l’8 luglio contribuirà alla ripresa, ma il comportamento delle imprese negli investimenti continuerà a essere un freno: la domanda resta depressa e l’incertezza generata dalla Brexit si ripercuote anche sulle imprese. La ripresa dovrebbe quindi restare molto graduale. In media il Pil del Regno Unito dovrebbe contrarsi di oltre il 10% nel 2020.

Oltre all’incertezza sull’evoluzione della pandemia, di cui non si può escludere una seconda ondata, l’esito dei negoziati sulla Brexit avrà un impatto anche sulla crescita del Pil nel 2021. Alla fine di giugno, il governo britannico ha dichiarato che non avrebbe richiesto una proroga del periodo di transizione oltre il 31 dicembre 2020. Considerato il processo di ratifica, la sfida adesso è quindi quella di concludere i negoziati con l’Unione Europea al più tardi entro ottobre. Tuttavia, le trattative sono ancora in fase di stallo su diverse questioni chiave: il ruolo della Corte di giustizia europea, la garanzia di parità di condizioni e il diritto di imbarcazioni europee di pescare nelle acque del Regno Unito.

Se entrambe le parti si rifiuteranno di scendere a compromessi, la Gran Bretagna lascerebbe l’Unione Europea senza un accordo, e in tal caso si ritornerebbe alle regole e alle tariffe stabilite dal Wto. Questo provocherebbe un ulteriore shock a un’economia già provata dalla grave crisi sanitaria. Le conseguenze economiche per il Regno Unito potrebbero essere sostanziali, con il Pil che non tornerebbe ai livelli pre-crisi prima di qualche anno.

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