Direttivo Bce, occhi puntati sul ritorno dell’attività economica

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di Stefano Fossati 15 Luglio 2020 | 16:30

Il quadro complessivo non è cambiato in modo significativo dalla riunione di giugno della Bce. L’economia continua a migliorare e le aspettative di inflazione sono rimaste sostanzialmente invariate. Vediamo ancora sufficiente flessibilità nel Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp) per combattere qualsiasi ingiustificato inasprimento delle condizioni finanziarie. Il piano di rifinanziamento a lungo termine di giugno (Tltro) è stato un buon esempio di successo e la liquidità aggiuntiva (circa 550 miliardi di euro) è stata ritenuta sufficiente a sostenere il settore privato nella fase di ripresa (o almeno a ridurre la crisi di liquidità). Nel complesso, non crediamo vi sia una forte necessità di ulteriori azioni da parte della Bce nella fase attuale, ma seguiremo con attenzione la sua politica”. Così Peter Allen Goves, European Interest Rate Strategist di Mfs Investment Management, in vista del meeting di giovedì della Bce.

I recenti commenti di alcuni funzionari del Consiglio direttivo della Bce sono sembrati contrastanti. “A nostro avviso – puntualizza Goves – possiamo escludere che Lagarde assumerà per ora una posizione meno colomba, ma un maggiore incoraggiamento sugli sviluppi della situazione sarà nel complesso una ‘buona’ notizia. Si discuterà probabilmente anche dei recenti progressi della sentenza della Corte costituzionale tedesca. Le recenti decisioni del Bundestag suggeriscono che la ‘proporzionalità’ non è un problema, visti i documenti presentati di recente dalla Bce. Lagarde dovrebbe confermare che l”approccio’ della Bce è stato giudicato legittimo e la discussione dovrebbe essere chiusa per ora”.

In merito al recovery fund, prosegue l’esperto, “crediamo che alla fine verrà fuori qualcosa di simile a quello che è stato proposto dalla Commissione europea. Dopo tutto, questo si rifà sostanzialmente alla proposta presentata con il sostegno di Francia e Germania. Consideriamo significativo il contributo delle sovvenzioni e l’utilizzo di nuove misure di bilancio. Crediamo che rappresenti simbolicamente e politicamente un segnale: un passo verso un’ulteriore integrazione fiscale dell’Ue. Ci aspettiamo quindi che il recovery fund sia accolto con favore dagli investitori e dal mercato, alleviando le preoccupazioni dell’area dell’euro con la sua dimostrazione di solidarietà implicita”.

Se la discussione del Consiglio dell’Unione europea sul recovery fund dovesse portare a qualche progresso nella giusta direzione, “prevediamo pochissimi cambiamenti nello scenario europeo dei tassi“, spiega Goves. “Il mercato sembra essere una sorta di compromesso tra i principali interlocutori dell’Ue per quanto riguarda i prezzi. Le indicazioni che i principali pilastri (dimensioni, quota di prestiti e sovvenzioni, finanziamenti) avrebbero creato le basi per un progetto fiscale comune europeo, temporaneo ma robusto, sarebbero positive per i mercati e il ridotto premio di rischio attuale sarà preservato”.

Alla luce delle informazioni attuali e in previsione dei prossimi eventi, “crediamo che i rendimenti resteranno per lo più bassi in Europa. Questa idea si basa sulle misure adottate dalla Bce, che ora si associano a una timida ripresa e a una risposta fiscale considerevole e in evoluzione. Tutti gli occhi restano puntati sull’entità del ritorno dell’attività economica – in particolare sugli effetti sul mercato del lavoro – e dobbiamo continuare a tenere seriamente in considerazione tutti i dati sul coronavirus”, conclude Goves.

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