Goldman batte le stime e taglia i premi

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di Eliana Pelucchi 22 Febbraio 2010 | 12:00
La nuova era

Goldman Sachs batte le attese. Il gruppo bancario americano chiude il quarto trimestre del 2009 con un utile netto a 4,95 miliardi di dollari (8,20 dollari per azione) contro una perdita di 2,12 miliardi (4,97 dollari per azione) dello stesso periodo del 2008. Nell’ultimo trimestre dell’anno il colosso finanziario ha registrato ricavi netti pari 9,62 miliardi di dollari, di cui 1,64 miliardi relativi all’investment banking, una cifra però inferiore alla stima di 9,65 miliardi.
Il gruppo, cha va famoso per gli alti compensi riservati al suo personale, mette da parte “solo” 16,2 miliardi di dollari per le remunerazioni dei suoi addetti: un dato decisamente inferiore alle stime degli analisti. Guy Moszkowski di Bank of America si attendeva 18 miliardi e 97 milioni, mentre Jeff Harte di Sandler O’Neill & Partners aveva previsto 19 miliardi e 65 milioni. La banca ha annunciato inoltre che darà 500 milioni di dollari in beneficenza. Una mossa per “ripulire la sua immagine pubblica” dopo che la sua politica in tema di retribuzioni e bonus è stata aspramente criticata da opinione pubblica, media e persino dal presidente Obama. «I compensi di Goldman Sachs riflettono circostanze straordinarie» spiega il chief financial officer della banca d’affari USA, David Viniar. Nel rendere noti i risultati trimestrali Goldman ha comunicato di aver ridotto al 35,8% la percentuale dei ricavi del 2009 destinati agli stipendi: si tratta della percentuale più bassa dallo sbarco in borsa della società, cioè dal 1999. Alla fine dell’anno Goldman ha accantonato in media 498.246 dollari per dipendente (16,2 miliardi), in calo rispetto ai 16,7 miliardi di dollari del terzo trimestre ma in aumento del 48% rispetto al 2008. La cifra è comunque lontana dai compensi record di tre anni fa, quando la banca accantonò 20,2 miliardi di dollari.

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