Acqua sul fuoco

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di Redazione 23 Febbraio 2010 | 08:47
Dopo i forti movimenti avvenuti sul finire di settimana, abbiamo cominciato l’ultima settimana di trading del mese di febbraio con sessioni molto tranquille, in cui i nuovi equilibri di breve periodo raggiunti dalle diverse asset class, tra cui le valute, sono rimasti praticamente invariati.

Il dollaro americano, dopo la salita all’unisono in seguito alla mosa della Federal Reserve, ha performato in maniera mista contro le altre divise, rinforzandosi sull’euro, ma indebolendosi leggermente contro lo yen giapponese ed il pound britannico.

Tipici movimenti da holiday quelli mostrati ieri, giornata in cui tutti i maggiori mercati erano aperti senza eccezioni: le price action stanno testimoniando un forte grado di incertezza tra gli operatori e forse, il discorso che terrà mercoledì Ben Bernanke, quando presenterà la propria “semi-annual testimony”, riuscirà a dare delle indicazioni ai trader di tutto il mondo su cosa ha intenzione di fare la Fed in futuro.

Nel frattempo ci pensa Yellen, membro del board della Fed, a gettare acqua sulle aspettative più infuocate: la professoressa dell’Università della California ha infatti dichiarato che l’innalzamento del tasso di sconto “does not signal anything” e che “this is not the time” per rimuovere gli stimoli monetari e gli acquisti di Mortgage Bank Securities.

Continua Yellen affermando che tali stimoli potranno essere rimossi soltanto quando ci arriveranno dei chiari segnali che muteranno in meglio l’outlook economico. Per ora infatti, la ripresa è senza dubbio in corso, ma con i rubinetti del credito ancora così chiusi, il mercato immobiliare potrebbe soffrire ed indebolirsi ulteriormente, con tutte le conseguenze del caso.

Esso rappresenta infatti uno dei più importanti punti di partenza per poter assistere ad una ripresa consistente dei consumi e dell’occupazione.

Passando sulla sponda europea, il market mover del momento rimane senza dubbio la questione Grecia. Come se non bastasse, il governo ellenico ha mancato un importantissimo appuntamento lo scorso venerdì (termine ultimo), non presentando all’Eurostat i dettagli relativi agli accordi di swap stipulati dallo stato greco.

La Commissione Europea ha dichiarato di aver ricevuto delle comunicazione da Atene che sostenevano che la causa del ritardo sia da attribuire ai quattro giorni di sciopero che hanno interessato il Ministero delle finanze.

EurUsd – grafico 60 min

Questo ulteriore imbarazzo, che potrebbe essere paragonabile ad un bambino che finge di avere la febbre per non andare a scuola, aggiunge ulteriori dubbi circa la capacità del governo di rispettare gli obiettivi di riduzione del disavanzo. Sembra che questi accordi di swap, secondo l’agenzia di stampa Bloomberg – che cita una fonte che ha diretta conoscenza dei contratti swap – siano stati stipulati con 15 società di intermediazione mobiliare.

Essi potrebbero aver permesso alla Grecia di ricevere pagamenti upfront prima del 2008, anno in cui le autorità di regolamentazione dell’UE hanno cambiato alcune regole per limitare l’utilizzo di tali contratti. Aspettiamo con ansia altri dettagli, per capire come sarà possibile risolvere anche questo problema.

Passiamo all’analisi tecnica dove, cominciando dal cambio eurodollaro, abbiamo individuato uno spunto interessante per la giornata. Osservando un grafico orario si nota infatti come i prezzi abbiano praticamente completato la figura di testa spalle rovesciata, anticipata ieri.

La neckline si trova a 1.3650 ed è rafforzata dal passaggio perfetto della linea discendente di tutta la tendenza ribassista iniziata, a 1.4570, il 13 gennaio scorso. Se dovessimo assistere ad una rottura della neckline in giornata, l’obiettivo è posizionato esattamente a 1.3850, livello di resistenza a cui facciamo riferimento da alcuni giorni. Al di sotto di 1.3550 (sotto la spalla inferiore quindi) la figura sarebbe compromessa e la tendenza ritornerebbe ribassista.

Si è allontanato ulteriormente, il cambio UsdJpy, dal livello di forte resistenza a 92.30-40. Il movimento in discesa potrebbe concludersi a 90.50, esattamente il minimo di giovedì scorso, rafforzato dal transito odierno della trendline ascendente che congiunge i minimi via via crescenti delle ultime due settimane di scambi.

Allo stesso modo possiamo individuare per oggi, passando al cambio EurJpy, un livello interessante di supporto. Si tratta di 123 figura, livello equidistante dai prezzi attuali rispetto alla resistenza, vista nei pressi di 125.60.
Osserviamo come il dollaro, nei confronti del franco svizzero, abbia trovato nella notte una zona di congestione/supporto prossima a 1.0730. Se questo livello non dovesse essere oltrepassato, gli oscillatori suggeriscono un possibile ritorno al massimo di venerdì a 1.0895.

Il cable, già nella notte, ha dato la prima carica al livello di resistenza di 1.5540. Continuiamo a considerare questo come livello importante per iniziare un nuovo spunto rialzista dagli obiettivi ambiziosi, in area 1.58.

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