Obbligazioni convertibili: resilienza e valore

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di Gianluigi Raimondi 20 Luglio 2020 | 15:00

A cura di Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki

Anche da prima che scoppiasse la pandemia si stavano delineando alcune caratteristiche sulle principali asset class che nei prossimi mesi potranno contribuire ancora ad influenzare le scelte di investimento. Da un lato, abbiamo un comparto obbligazionario che presenta dei rendimenti poco attraenti per gli investitori, sempre alla ricerca di nuove opportunità. Dall’altro, un comparto azionario che deve ancora recuperare le perdite da inizio anno e che potrebbe essere soggetto ad ulteriori ondate di volatilità.

Tra le altre, una possibile soluzione da considerare anche per il lungo periodo riguarda le obbligazioni convertibili. Esse rappresentano dei titoli obbligazionari che danno la possibilità al sottoscrittore di poter rimanere creditore dell’emittente per l’intera durata del prestito oppure di convertirli in azioni, attraverso un determinato rapporto di conversione. Nel corso di questi ultimi mesi, gli investitori hanno mostrato un notevole interesse per questi asset, in un contesto in cui molte aziende stanno sfruttando la possibilità di poter attingere dal mercato capitali freschi per far fronte alle esigenze di liquidità.

Il grafico mostra come già nel corso della prima metà del 2020 l’emissione globale di obbligazioni convertibili abbia raggiunto un ammontare pari a circa 90 miliardi di dollari, superando leggermente i livelli del2008 (grande crisi finanziaria globale) e avvicinandosi alla media annua dell’ultimo decennio, ossia $100miliardi. Un’altra motivazione per cui sarebbe opportuno che tali titoli trovino spazio nel proprio portafoglio riguarda l’asimmetria positiva del profilo di rischio/rendimento.

Cosa significa? Non soltanto negli ultimi mesi, ma anche negli scorsi anni, la parte catturata del rialzo dei mercati azionari globali dalle obbligazioni convertibili è risultata maggiore rispetto alla porzione di perdite subite a fronte del ribasso dei listini. Ciò offre l’opportunità , quindi, di investire in un’asset class potenzialmente in grado di ottenere delle performance positive e più che soddisfacenti nel corso del tempo, mantenendo un’adeguata moderazione della volatilità. Ecco perché i Convertibles rappresentano un ibrido tra un titolo obbligazionario, che offre resilienza, ed un titolo azionario, che permette di incrementare il valore dei propri investimenti. Ma per poter rendere ottimale un investimento di questo tipo, si raccomanda l’affidamento ad un bravo gestore, in grado di selezionare sia emittenti che emissioni di qualità, e che siano in grado di controllare la volatilità. Alla luce di quanto detto, riteniamo in via definitiva che tale asset class non debba essere considerata come una nicchia, bensì una componente importante e fondamentale dell’asset allocation di un portafoglio di investimenti ben posizionato.

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