Parisi e Scaglia indagati per riciclaggio

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di Matteo Chiamenti 23 Febbraio 2010 | 12:00
Enorme truffa per un giro d’affari di 2 mld di euro smascherata dalla Guardia di Finanza. Sono 56 i mandati d’arresto in Italia e all’estero; tra gli indagati Silvio Scaglia e il senatore Di Girolamo.

Un’operazione congiunta dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ha condotto all’emissione di 56 ordinanze di custodia cautelare in Italia e all’estero per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio ed al reimpiego di capitali acquisiti in modo illecito attraverso un sistema di frodi fiscali.

La notizia è stata diffusa dallo stesso Reparto operativo speciale dell’Arma, in cui si specifica che i capitali illeciti provenivano da una serie di operazioni commerciali fittizie di compravendita di servizi di interconnessione telefonica internazionale, per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Secondo gli inquirenti, la struttura transnazionale individuata dal Ros e dal Nucleo speciale di polizia valutaria riciclava centinaia di milioni di euro tramite una rete di società appositamente costituite in Italia ed all’estero. Per realizzare la colossale operazione di riciclaggio il sodalizio si è avvalso di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese ed off-shore, controllate dall’organizzazione indagata, ma il provvedimento restrittivo ha raggiunto comunque gli indagati situati all’estero.

Tra i destinatari dei mandati d’arresto fuori dal Paese c’è anche l’ex amministratore delegato di Fastweb Silvio Scaglia, attualmente ricercato insieme ad altri componenti degli ex vertici dell’azienda. 
L’attuale amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi (nella foto) è tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta. Al manager sono contestati i reati di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, dichiarazione infedele mediante l’uso di fatture o altri documenti inesistenti.
Inoltre, sarebbe in corso una richiesta di arresto per il senatore Nicola Di Girolamo coinvolto nell’inchiesta sul riciclaggio dei Ros. L’accusa sarebbe di associazione mafiosa in relazione alla sua elezione con il voto degli italiani residenti all’estero.

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