Verhagen (Nn Ip): “Recovery Fund bene, ora servono però gli stimoli fiscali”

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di Gianluigi Raimondi 23 Luglio 2020 | 18:30

Cosa significa l’accordo del Recovery Fund per le prospettive di crescita e per i mercati?” Lo spiega di seguito Willem Verhagen, Senior Economist, Multi-Asset Team,di NN IP.

La fiducia nei mercati dovrebbe ricevere un grande impulso strutturale dal fatto che l’Europa sta ora esplicitamente riconoscendo che l’azione collettiva è necessaria per evitare ulteriori divergenze. Il Recovery Fund emetterà embrioni di Eurobond per auto-finanziarsi.  Il flusso di reddito sottostante a queste obbligazioni consiste nei futuri bilanci dell’UE e nella prospettiva che l’UE stessa raccolga maggiori entrate. E anche se l’emissione di debito comune è destinata ad essere solo temporanea, l’ostacolo all’utilizzo di questo strumento in una futura crisi è ora molto più basso.

Da un punto di vista economico, il Recovery Fund implica uno stimolo fiscale a livello regionale dell’1,5-2% del PIL nel 2021-23. Lo stimolo è finalizzato a migliorare la catena di forniture, con particolare attenzione alla transizione verso l’energia verde e la digitalizzazione. Da un punto di vista ciclico, l’erogazione dei fondi avverrà in un periodo in cui i programmi nazionali di stimolo fiscale potrebbero essere avviati, il che dovrebbe limitare gli effetti negativi di questo processo sulla crescita. Ora che l’incertezza che circonda il Recovery Fund è chiarita, i governi periferici possono essere incoraggiati ad aumentare gli stimoli a breve termine, ad esempio attingendo alla linea di credito del 2% del Meccanismo europeo di stabilità senza alcuna condizionalità.

Da un punto di vista strutturale, il Recovery Fund dovrebbe contribuire a sostenere la crescita della produttività europea e per questo motivo, nel tempo, aumentare i rendimenti di equilibrio nella regione. Quest’ultimo renderà più facile alla fine il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione da parte della BCE. Nel complesso, il Recovery Fund migliora quindi il policy mix europeo, che a parità di altre condizioni garantisce un premio di rischio più basso per gli attivi europei a rischio.

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