Cina e Corea crescono nel settore dei videogame

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di Stefano Fossati 5 Agosto 2020 | 14:30

A cura di Emil Wolter, Gestore del fondo Comgest Growth Emerging Markets di Comgest

Dopo i bruschi ribassi del primo trimestre, i mercati emergenti hanno recuperato il 18,1% in dollari (15,4% in euro) nel secondo trimestre, ridimensionando le perdite del primo semestre, che si attestano al 9,8% dall’inizio dell’anno in dollari e in euro. I declini sono stati per lo più disordinati, legati più al paese di domicilio che non ai fondamentali delle singole società. Ad esempio, società di buona qualità con marchi forti e in ascesa, come Ccr e Bbse in Brasile o Sanlam in Sud Africa, sono state penalizzate negativamente quanto gli altri operatori di bassa qualità in settori meno prevedibili, come quello delle materie prime, dove i prezzi dei prodotti sono crollati. Solo più recentemente abbiamo iniziato a osservare una maggiore differenziazione. Essendo investitori a lungo termine, crediamo che i fondamentali finiranno per predominare e che la differenza tra le società growth di qualità e le altre tornerà a essere evidente.

Spicca capacità di ripresa della Cina, dovuta in parte alla valuta e in parte alle grandi società (le prime due società a livello nazionale rappresentano il 32% dell’indice del paese). In effetti, è il solo mercato ad aver chiuso il primo semestre dell’anno con segno positivo.

Il produttore di videogiochi cinese NetEase ha registrato buone performance. La società ha riportato risultati solidi per il 2019 e riaffermato le prospettive positive. Il distanziamento sociale e la quarantena hanno alimentato la domanda di giochi, tuttavia l’azienda stava già beneficiando dell’efficienza della gestione. Sul fronte interno, non prevediamo un’ulteriore espansione della quota di mercato (già al 20%), ma il potenziale di crescita all’estero è notevole.

Anche l’omologa coreana NCsoft ha ottenuto risultati nel primo trimestre che hanno toccato un massimo storico grazie al nuovo titolo Lineage II Mobile. Anche in questo caso, l’andamento della società era già positivo prima del Covid, grazie al successo del passaggio dal pc ai dispositivi mobili avvenuto negli ultimi anni. L’aspetto più interessante di NCsoft è che la sua produzione è la più solida di qualsiasi altro periodo del passato, con molti nuovi prodotti in fase di sviluppo e margini di espansione a livello geografico.

Restando in Corea Naver ha conseguito ottimi risultati nel primo trimestre, con il fatturato in crescita del 16%. Si è osservato un miglioramento delle politiche di remunerazione degli azionisti, con la restituzione del 30% del free cash flow medio biennale, di cui il 5% sotto forma di dividendi e il resto mediante riacquisti di azioni proprie. Infine, il valore lordo della merce venduta su piattaforma e-commerce evidenziava un ritmo di crescita del 20% nel periodo pre-Covid, mentre ora si aggira intorno a +50-60% su base annua. Anche l’approvazione da parte degli azionisti della fusione tra la controllata Line e Z Holding ha aiutato.

È incoraggiante che nei paesi più penalizzati, come la Russia, con la sua forte dipendenza dal petrolio, la Moscow Stock Exchange (la Borsa di Mosca) ha dimostrato che concentrarsi sulla selezione dei titoli può generare rendimenti positivi. La società sta beneficiando del crescente interesse degli investitori retail per il mercato azionario. Anche Bim, distributore discount turco, ha sovraperformato.

I mercati più colpiti

A essere più colpiti sono stati i titoli dei paesi le cui valute hanno subito decise correzioni, in particolare Sud Africa, Brasile e Messico.

Bbse ha pubblicato dati deboli per il primo trimestre a causa dei risultati finanziari molto deludenti riportati da Brasilprev, la sua divisione pensionistica. Parte di questa debolezza è riconducibile a situazioni non ricorrenti e dovrebbe risolversi nei prossimi trimestri. Poiché molti prodotti sono venduti tramite le agenzie di Banco do Brasil, alcune delle quali sono rimaste chiuse per diverse settimane, la guidance precedentemente fornita dalla società è stata ritirate. I risultati pubblicati ad aprile e maggio si avvicinano, tuttavia, ai livelli pre-Covid e sembrano confermare le dichiarazioni della società secondo cui il primo trimestre ha segnato il punto di minimo.

Sempre in Brasile, la società di formazione Cogna è crollata del 58% in dollari. Sebbene la sua situazione patrimoniale sia stata recentemente rafforzata, l’esperienza negativa legata all’impatto della recente recessione brasiliana, segnata da un elevato numero di abbandoni scolastici a fronte della base di costi fissi della società, è ancora ben presente nella mente degli investitori.

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