Vita da trader – Sfatiamo i miti

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 1 Marzo 2010 | 08:45
Inizia con oggi una rubrica senza peli sulla lingua, sul mondo trading ed i suoi “segreti”. Grazie al contributo del nostro professionista di fiducia.

Sono Marco, trader in proprio. Molte volte sento di tutto e di più sulla mia professione; che si guadagna facile con click a raffica, che ci si alza presto e che si è tutti cani sciolti. Tutte balle, la realtà è ben altra.

Altro che liberi libertini della finanza, per poter operare efficamente servono essenzialmente due requisiti: il primo è il denaro, il secondo è una qualunque sim sulla quale appoggiarsi. Già, perché pensare di partire con cento euro per poi farne un milione è affermazione utopica, per non dire altro.

La realtà dei fatti mostra che un buon trader guadagna rischiando poco, sui centesimi; è per questo che poco si porta a casa se si guadagna una variazione dello 0,05% su 100 euro di capitale, pagando magari 20 euro di commissioni di compravendita.

Il secondo aspetto da valutare è appunto la postazione di trading e la piattaforma da noi utilizzata: per questioni di costi, la cosa migliore è appoggiarsi su qualcuno che abbia le spalle large per fornirci un buon numero di monitor, una piattaforma che non si impalli ogni due per tre e la dovuta quiete. E magari, perché no, una terminale Bloomberg.
 

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