Banche, l’operazione Intesa-Ubi rilancia il consolidamento in Europa

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di Stefano Fossati 11 Agosto 2020 | 08:30

A cura di Antonio Cataneo, Amministratore Delegato di Axactor Italy

“La conclusione positiva dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca farà nascere il più grande gruppo bancario in Italia e secondo in Europa per capitalizzazione. È presto per dire se ci saranno altre fusioni nel breve periodo, certo è che l’aggregazione tra banche è un fenomeno in profonda accelerazione. È prevedibile che si vada verso un consolidamento del mercato in tal senso, fatto che porterà alla creazione di altre grosse realtà finanziarie, capaci di operare e competere nei diversi Paesi europei. A sostegno di questa ipotesi ci sono frequenti rumor su altre possibili unioni, che fanno pensare come il 2020 e gli anni a seguire diventeranno probabilmente il palcoscenico per nuove operazioni di M&A, fusioni, partnership che cambieranno, ancora una volta, il volto del mercato. Anche la Bce sembra accogliere favorevolmente questi cambiamenti: il consolidamento tra gli istituti di credito permetterà di fronteggiare la diminuzione della redditività determinata dalla crisi del Coronavirus e di rinnovare il sistema bancario nel suo complesso.

Dal nostro punto di vista, posso sottolineare che una maggiore aggregazione e internazionalizzazione degli istituti finanziari comporterà una rivalutazione degli assetti e del modo di agire. Le banche operanti a livello Europeo infatti si rivolgeranno a partner in grado di garantire un servizio completo e compliant nei diversi Paesi nei quali esse sono presenti. Poter svolgere le proprie attività in un’ottica internazionale, rispettando specificità e legislazioni dei singoli Stati, diventerà quindi il valore aggiunto che le società di gestione del credito dovranno avere per distinguersi sul mercato. Sarà inoltre fondamentale conoscere normative e regolamenti di settore, senza dimenticare le differenti consuetudini in essere nei Paesi per interfacciarsi con la clientela su temi che spaziano dalla consulenza aziendale, a quella finanziaria alla gestione del proprio portafoglio crediti. Non è un segreto infatti che ad esempio italiani, tedeschi e norvegesi si differenzino tra loro anche nel modo di approcciarsi al credito. Essere efficaci ed efficienti a livello europeo presupporrà dunque una vision che guarderà al di là dei confini nazionali, a favore dello sviluppo di nuove competenze mirate.

Un’altra alternativa che le società di debt management hanno a disposizione per affrontare queste nuove sfide del mercato è poi la creazione di partnership tra operatori. Rispetto a dieci anni fa, ci sono molti più player che negli anni si sono specializzati in ambiti specifici, pertanto un’eventuale unione delle forze rappresenterebbe una mossa vincente per aggregare skill complementari in un’unica controparte e ottenere così risultati più soddisfacenti per tutte le parti coinvolte: dai servicer agli istituti finanziari, fino al cliente finale che troverà, in interlocutori preparati e con competenze verticali, un supporto capace di individuare le migliori soluzioni per la risoluzione della propria posizione.

Nello scenario sopra descritto, il Gruppo Axactor parte da una posizione di vantaggio rispetto ai propri competitor, poiché è composto da piattaforme operative presenti in 6 Paesi Europei, un network internazionale in grado di condividere best practice ed esperienze e di garantire una expertise unica, nella gestione dell’intero ciclo di vita del credito, da mettere al servizio sia dei privati che delle imprese.

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