Rollercoaster

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di Redazione 2 Marzo 2010 | 09:17
Siccome non ci troviamo in un momento abbastanza delicato, ci servono anche movimenti di quasi quattro figure nel giro di un’ora e mezza.

Ed è così che abbiamo visto passare il GbpUsd da 1.5178 a 1.4780, sulla scia della notizia che Prudential ha confermato di essere in “trattative avanzate” con l’americana AIG per l’acquisto di AIA, la società leader degli asset asiatici del gruppo statunitense. Prudential ha dichiarato come AIA rappresenti un’opportunità unica e strategicamente interessante per la società di creare un assicuratore leader nel sud-est asiatico.

La transazione ha un valore complessivo di 35 miliardi di dollari e Prudential pagherà circa 25 miliardi in contanti. Anche l’EurUsd è saltato da 1.3650 a 1.3460 e a catena gli altri cross si sono mossi di conseguenza.

Aggiungiamo a tutto ciò il problema relativo alla Grecia. Ridurre il deficit del 4%, con una crescita negativa di qualche punto percentuale (-2.5/3%) è un qualcosa che definiremmo come impossibile. Ci vorrebbero comunque anni e la collaborazione di tutta la società che, a ben vedere, adesso non è che si stia proprio rimboccando le maniche…

Il Wall Street Journal ha ipotizzato una soluzione che vede un’emissione di titoli pari a 30 miliardi di euro, con la garanzia dello Stato tedesco (collocati tra Stato e entità private). Ma possibile che sia così facile?

Euro e Sterlina, dunque, le protagoniste negative dei mercati, con il dollaro in grande spolvero e tanta incertezza a fare da contorno.

Tra l’altro, come ad ogni inizio mese, verranno pubblicati sul finire di settimana i dati relativi all’occupazione americana: le attese sono ancora per delle distruzioni di posti di lavoro (attesi i NFP a -30k), ma le condizioni espansive delle varie politiche monetarie worldwide, ci permettono di stare, non diciamo tranquilli, ma un po’ meno preoccupati.

Tant’è che le borse ed il rischio in generale stanno tenendo bene e ci troviamo con l’oro a 1.117,00 e il petrolio a 78.60 nel momento in cui scriviamo.

EurUsd – grafico 60 min

Passiamo, come di consueto, all’analisi tecnica, cominciando dal più scambiato eurodollaro. Il veloce movimento di ieri ci ha permesso di ottenere una conferma piuttosto importante.

La discesa di 200 punti in poco meno di cinque ore ha infatti evidenziato nuovamente il livello di supporto che deve essere preso come riferimento, 1.3460: qui infatti sono giunti gli ultimi tre tentativi del cambio di continuare la propria corsa iniziata a dicembre. Allo stesso modo possiamo individuare l’area che considereremo come resistenza per le prossime ore, 1.3650 e poco più in alto, 1.3680: non resta che attendere la fuoriuscita dal range venutosi a creare dal 18 febbraio.

Nulla di nuovo per il cambio UsdJpy. L’idea ribassista di lungo periodo non è mutata e non lo sarà sino ad una definitiva rottura di 92. Nell’immediato si sono venuti a creare due livelli interessanti: si tratta della resistenza a 89.50, dove si sono concentrati tre livelli di massimo negli ultimi tre giorni di scambi, e un area di supporto a 88.70.

La grande volatilità di ieri sul cable ha permesso di oltrepassare il livello di supporto di 1.50 senza neppure accorgersene: si è trattato della sesta giornata negativa per il cambio che, dopo la rottura di 1.550, ha condotto senza appello a livelli visti l’ultima volta a fine aprile scorso. Il particolare interessante è che se il cambio dovesse ritornare sui livelli di minimo di ieri, circa 1.48, le prospettive di ripresa dei prezzi sarebbero messe in serio pericolo, non riuscendo ad individuare un ulteriore supporto per alcune figure.

L’indebolimento della moneta di Sua Maestà ha permesso all’euro di avvantaggiarsi e di ritornare su prezzi visti l’ultima volta ad inizio dicembre.

Non sarà sfuggito a nessuno che i prezzi si siano fermati a 0.9150, esattamente il massimo del primo dicembre da cui poi i prezzi hanno subito una correzione ribassista. Consideriamo proprio questo come livello di resistenza e ipotizziamo che 0.8950 possa rappresentare il primo supporto, qualora il cambio dovesse ritornare sui propri passi (questo è suggerito dal 38.2% del ritracciamento di Fibonacci dal minimo di 0.86 al massimo sopra descritto).

Siamo ancora convinti che 1.09 sul dollaro franco, sia il livello di attenzione da osservare: ne è la prova il fatto che dopo il test del 19 febbraio i prezzi vi siano avvicinati per altri due massimi giornalieri. La prima area di supporto a questa idea rialzista si trova nei pressi di 1.07 figura.

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