Prosegue il calo dello spread Btp-Bund

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Avatar di Stefano Fossati 18 Agosto 2020 | 15:45

A cura di Darrell Delamaide, analista di it.investing.com

Lo spread tra i titoli di stato decennali tedeschi e quelli italiani si è ridotto la scorsa settimana, perché i rendimenti dei Bund sono saliti nel corso di un sell-off che ha fatto seguito all’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi in un’asta record.

Lo spread è sceso a circa 145 punti base dai precedenti 151, mentre il rendimento dei Bund a 10 anni ha riportato un incremento di 9 pb durante la scorsa settimana, per chiudere la seduta a circa -0,41% dopo aver toccato lo 0,39%, il livello più alto da inizio luglio.

L’aumento dei rendimenti dei Bund ha cominciato ad attenuarsi venerdì, perché i gli operatori di mercato hanno percepito che il calo dei prezzi (che hanno una traiettoria inversa rispetto a quella dei rendimenti) avrebbe potuto essere eccessivo.

Nel frattempo i rendimenti del Btp a 10 anni hanno concluso la settimana ai minimi, in quanto i mercati hanno metabolizzato l’impatto dei programmi di sostegno dell’Unione Europea e della Banca Centrale Europea e sono ora in attesa di un’azione che porti a un’ulteriore riduzione dello spread.

Gli analisti ritengono che, per avvicinarsi alla soglia psicologica dei 100 punti base di spread, debba verificarsi un significativo miglioramento dell’economia italiana o una condizione generale di prospettive più positive in merito all’impatto del Covid-19.

La scorsa settimana il Tesoro italiano ha venduto 1,25 miliardi di euro di obbligazioni trentennali in una straordinaria asta di metà agosto, con un rendimento di circa l’1,91% – a fronte di un 3,13% per un’emissione di aprile – insieme a titoli a tre e sette anni, per un totale di 6,75 miliardi di euro, il massimo del range previsto.

Sempre la scorsa settimana, il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni è salito di quasi 15 punti base a 0,71%, dopo che giovedì ha raggiunto il livello più elevato in un periodo di otto settimane. I dati economici solidi, tra cui una ripresa delle vendite al dettaglio per il terzo mese consecutivo, insieme all’intenso programma di aste in calendario, hanno contribuito in maniera congiunta al calo dei prezzi.

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