La pandemia non frena la propensione al rischio degli investitori

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di Stefano Fossati 24 Agosto 2020 | 14:30

“In un contesto di notizie contrastanti sulla pandemia, il sentiment di ricerca del rischio continua a dominare i mercati finanziari. Gli investitori sembrano ancora convinti che, nonostante la dinamica negativa del virus, si eviteranno nuovi lockdown. Sono anche incoraggiati dalle recenti notizie sullo sviluppo dei vaccini, che suggeriscono che i primi gruppi di persone potrebbero essere già vaccinati nel primo trimestre del 2021″. E’ quanto sottolinea Maarten-Jan Bakkum, Senior Emerging Markets Strategist di NN Investment Partners. Di seguito la sua analisi.

In questo scenario manteniamo una posizione di moderato rischio nel nostro portafoglio multi-asset. Ciò significa che manteniamo la nostra principale esposizione al rischio sugli spread in campo obbligazionario, per beneficiare degli atteggiamenti accomodanti di Fed e Bce e della maggiore probabilità di tassi d’interesse molto bassi più a lungo. Soprattutto per quanto riguarda il debito sovrano in valuta forte dei mercati emergenti e il credito investment grade, vediamo spazio per una maggiore contrazione degli spread. Prevediamo che il nuovo ciclo di emissioni riprenderà a livello globale già questa settimana. Negli Stati Uniti abbiamo già visto alcune nuove e interessanti emissioni nello spazio dell’investment grade, a dimostrazione del fatto che gli investitori hanno ancora un buon appetito.

Altrove in ambito obbligazionario, abbiamo chiuso il nostro ampio sovrappeso in titoli di Stato italiani a 10 anni. La scorsa settimana, i rendimenti hanno mostrato una maggiore volatilità e i tassi hanno iniziato a muoversi al rialzo. Abbiamo ritenuto che questo fosse il momento giusto per uscire e rivalutare le attuali dinamiche del mercato dei tassi. Non è ancora chiaro cosa esattamente abbia guidato la recente ondata di volatilità dei tassi. Tuttavia, abbiamo previsto che l’illiquidità estiva potrebbe portare a movimenti erratici dei prezzi e che quindi non dovremmo attribuire troppa rilevanza all’azione dei prezzi durante il periodo estivo. Tutto sommato, pensiamo ancora che l’Italia rimarrà il principale beneficiario degli acquisti della Bce e continuerà la ricerca di rendimento nel medio termine, quindi valuteremo il momento giusto per riaprire il sovrappeso sui titoli italiani.

Nei mercati azionari abbiamo ancora un moderato sovrappeso nell’Eurozona e nei mercati emergenti. I dati economici globali continuano a sostenere queste posizioni, anche se il recente incremento della diffusione del virus sia in Europa che in Asia orientale giustifica forse una maggiore cautela. I dati economici provenienti dalla Cina rimangono un importante driver per entrambe le posizioni. La costante ripresa della domanda cinese dovrebbe contribuire a sostenere la più ampia ripresa dei mercati emergenti e dell’Eurozona. Due ulteriori fattori positivi per i mercati emergenti sono le prospettive positive per la domanda globale di IT e l’indebolimento del dollaro Usa.

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