Anche i ricchi piangono: verso un crollo dell’occupazione in Svizzera

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di Stefano Fossati 27 Agosto 2020 | 13:30

Anche in Svizzera la pandemia da Covid-19 sta mettendo in ginocchio numerosi settori produttivi, alimentando i timori di pesanti ricadute sull’occupazione.

Come riporta il sito della Rsi, nel settore delle costruzioni il giro d’affari è arretrato ai livelli di dieci anni fa, attestandosi nel secondo trimestre a 5 miliardi di franchi svizzeri, la cifra più bassa dallo stesso periodo del 2010 e in contrazione dell’8% su base annua in base ai dati della Società Svizzera degli Impresari Costruttori. Che chiede agli enti pubblici ad accelerare le procedure e dare lavoro alle imprese, oltre a lamentare come le norme igieniche e di distanziamento stiano pregiudicando la produttività in molti cantieri.

Ma gli effetti della pandemia potrebbero avere ricadute ancora più gravi sui posti di lavoro nell’ambito dell’industria metalmeccanica ed elettrica, colpita da un drastico crollo nel secondo trimestre, quando i nuovi ordini sono diminuiti del 19,5% su base annua, le vendite del 19,7% e le esportazioni del 24,6%.

Secondo Swissmem, l’associazione svizzera delle industrie di ingegneria meccanica ed elettrica, le prospettive a breve termine lasciano poco spazio all’ottimismo e nei prossimi dodici mesi ci saranno importanti tagli di posti di lavoro.

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