Effetto Covid, persi 500mila posti di lavoro. Ed è solo l’inizio

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di Stefano Fossati 1 Settembre 2020 | 12:00

Nonostante il blocco dei licenziamenti disposto dal governo, da febbraio 2020 il livello dell’occupazione in Italia è sceso di quasi 500mila unità e le persone in cerca di lavoro sono cresciute di circa 50 mila, a fronte di un aumento degli inattivi di quasi 400 mila. Lo scrive l’Istat nelle statistiche flash su occupati e disoccupati a luglio. In quattro mesi il tasso di occupazione perde oltre un punto, mentre quello di disoccupazione, col dato di luglio, torna sopra ai livelli di febbraio.

L’ultimo anno ha visto un’emorragia di dipendenti a termine (calati del -16,2% a luglio sui 12 mesi, -498mila) e lavoratori indipendenti (-4,5% pari a -239 mila). Il calo degli occupati non riguarda invece i lavoratori permanenti, che sono tutelati anche dal blocco dei licenziamenti per il Covid-19 e sono cresciuti dell’1,2% (+181 mila). Ma le statistiche lasciano intravedere il quadro drammatico che potrebbe delinearsi alla scadenza del blocco (prorogato in linea generale dal Decreto Agosto fino al prossimo 31 dicembre). Non a caso, stando a un’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione di aziende a livello nazionale, il 35% delle imprese valuta una riduzione del personale con un peggioramento delle conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus.

Aumentano poi in modo “consistente” a luglio le persone in cerca di lavoro, mentre calano gli inattivi. Così il tasso di disoccupazione registrato dall’Istat sale al 9,7% (+0,5 punti da giugno, +0,1 punti da luglio 2019). I disoccupati aumentano del 5,8% (+134mila unità) mentre gli inattivi diminuiscono dell’1,6% (-224mila unità) con una contrazione che riguarda uomini, donne e tutte le classi d’età. Il tasso di inattività diminuisce, attestandosi al 35,8% (-0,6 punti).

Disoccupazione giovanile sopra il 30%

Il tasso di disoccupazione giovanile torna sopra il 30% a luglio, per la prima volta da aprile 2019, e si attesta al 31,1% per la fascia di età 15-24 anni, in aumento di 1,5 punti da giugno e di 3,2 punti da luglio 2019. Su base annua, sottolinea l’Istat, il tasso di disoccupazione cresce tra i minori di 35 anni e cala nelle altre classi. Tra i 25 e i 34 anni, il tasso di disoccupazione è del 15,9%, quasi il triplo di quello nella fascia di età 50-64 anni, ed è cresciuto di 0,9 punti nell’ultimo mese e di 1,4 punti nell’ultimo anno.

Parziale recupero a luglio

A luglio, dopo quattro mesi di flessioni consecutive, l’occupazione torna a crescere. L’Istat registra un aumento dell’occupazione su base mensile (+0,4% pari a +85mila unità) che riguarda donne (+0,8% pari a +80mila), dipendenti (+0,8% pari a +145mila) e tutte le classi d’età, con l’eccezione dei 25-34enni. Nel complesso, il tasso di occupazione sale al 57,8% (+0,2%). Ma rispetto a luglio 2019 gli occupati diminuiscono di 556mila unità e il tasso di occupazione perde 1,3 punti percentuali.

Piazza Affari registra il dato Istat sull’occupazione passando brevemente in negativo, prima di riportarsi leggermente al di sopra della parità.

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