M&A in calo anche nel secondo trimestre, ma si intravedono segnali di ripresa

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di Stefano Fossati 3 Settembre 2020 | 13:00

Le operazioni di M&A nel mid-market a livello globale sono crollate del 30% nel primo trimestre del 2020 e hanno subito un ulteriore calo del 23% nel secondo quarter. Sono i dati che emergono dal report periodico Horizons relativo sull’andamento del mercato M&A a livello globale, pubblicato da Bdo, organizzazione internazionale di consulenza e revisione aziendale.

Già la precedente edizione del report, a maggio, focalizzata sull’impatto che il Covid-19 ha avuto nel primo trimestre sulle operazioni del mid-market, aveva evidenziato come il settore dell’M&A sia passato in secondo piano, con le aziende che hanno dovuto reagire rapidamente alla pandemia rivedendo le proprie priorità di business e attrezzandosi per garantire continuità.

Lo scenario globale

Sebbene alcuni settori abbiano fatto registrare performance finanziare in linea con il periodo pre-Covid, se non addirittura migliori, come il food, l’e-commerce e l’IT, le attività di M&A nel secondo trimestre 2020 a livello globale sono diminuite mediamente del circa 40%-50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il comparto maggiormente colpito, in quanto più legato alla mobilità delle persone, è stato quello del leisure, con un calo del 70%. Sempre in termini di M&A, i settori dei business service, dell’energy e quello industrials & chemicals hanno ridotto le proprie operazioni del 50%, mentre farmaceutica, medico e biotech sono i comparti in cui l’impatto è stato minore.

Tuttavia, quello che emerge dall’ultimo report Horizons è che, superata la fase di “resilienza” ed entrate in quella che viene definita della “nuova normalità”, le aziende che presentano una certa solidità finanziaria torneranno a inserire le operazioni di M&A nella propria agenda. Segnali incoraggianti di una ripresa in questo senso nel secondo quarter arrivano dalla Cina e, in generale dall’Asia, area geografica ad essere colpita per prima e, dunque, prima a entrare nella “fase post”. Con l’allentamento delle restrizioni anti-Covid dei singoli governi, infatti, l’economia mondiale sta lentamente tornando a livelli di normalità e le persone hanno ripreso a muoversi oltre i confini. A questo è corrisposto un miglioramento nelle attività di M&A che Bdo ha riscontrato tra i propri clienti, facendo ben sperare per la ripresa del settore.

Sud Europa e Italia, la peggiore performance degli ultimi 12 anni per numero di deal

Il secondo trimestre 2020 ha confermato anche nel Sud Europa il trend negativo fatto registrare nel primo trimestre dell’anno per quanto riguarda le attività di M&A nel mid-market. Con solo 79 operazioni concluse e un calo del 31,3% rispetto al quarter precedente, è stata la peggiore performance degli ultimi 12 anni in termini di volume (numero di operazioni).

Dal punto di vista del valore dei singoli deal, tuttavia, nel secondo trimestre 2020 c’è stato un incremento del 23,7% rispetto a quello precedente, confermando che il numero delle operazioni è stato inferiore ma le società si sono concentrate su quelle di portata maggiore.

Se si confronta il secondo trimestre 2020 con lo stesso periodo dello scorso anno, invece, emerge che il calo delle attività di M&A, sia in termini di volume che di valore delle operazioni, è ancora più netto, con una riduzione, rispettivamente, del 54,9% e 47,1%.

Guardando alle operazioni realizzate nel settore del private equity, emerge che queste rappresentano il 27,8% del totale nel primo trimestre 2020 e il 30,4% nel secondo, un incremento che si riscontra anche rispetto allo stesso periodo del 2019, quando i deal di PE rappresentavano il 28.6% del totale.

Differente la situazione in termini di valore, con le operazioni che nel secondo quarto del 2020 hanno fatto registrare un valore totale di 2 miliardi di dollari, con una riduzione del 24,5% rispetto al trimestre precedente.

Il valore dei deal realizzati nel secondo trimestre nel settore PE rispetto al totale delle operazioni concluse è calato del 3,3% se confrontato con quello del primo quarto, con una riduzione ancora maggiore rispetto al secondo trimestre 2019 che rappresentava il 38,6% del valore totale delle operazioni.

Con solo 11 deal conclusi nel secondo trimestre 2020, pari al 13,9% del totale delle operazioni nel mid-market, industrials & chemicals ha ceduto lo scettro di comparto più attivo a favore del settore Tmt (telecommunications media technology), che ha fatto registrare 26 deal pari al 32,9% del totale, un incremento del 36.8% rispetto al primo trimestre. Il comparto Tmt è infatti l’unico, insieme a quello consumer – che con 11 deal ha superato le 8 operazioni concluse nel Q1 2019 – ad aver fatto registrare un miglioramento rispetto al quarter precedente.

Il mercato italiano durante il secondo trimestre 2020 ha visto diverse operazioni di una certa rilevanza, come l’aumento di capitale di oltre 300 milioni di dollari annunciato a fine giugno da Società Cattolica di Assicurazioni che sarà eseguito da Assicurazioni Generali, la quale diventerà azionista con una quota del 24.4%. Sempre nello stesso periodo, Azimut Holding e Canson Capital Partners hanno siglato un accordo che prevede l’acquisizione di una quota fino al 3% di Inwit da Telecom Italia.

“Come era prevedibile, le attività di M&A hanno subito una brusca frenata nel secondo trimestre sulla scia di quanto avvenuto nel primo, periodo durante il quale le aziende hanno pensato, in primis, alla sopravvivenza del proprio business”, commenta Stefano Variano, Partner Advisory di Bdo Italia. “Tuttavia, quello che abbiamo potuto constatare è che nell’ultimo periodo cominciano a intravedersi segnali di ripresa per quanto riguarda il settore M&A che, dopo i mesi iniziali, torna a essere uno strumento su cui le società più solide a livello finanziario puntano per rafforzare la propria posizione”.

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