Come posizionarsi per affrontare le trasformazioni nell’economia globale

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di Stefano Fossati 3 Settembre 2020 | 16:30

A cura di Norman Villamin, Cio Wealth Management di Union Bancaire Privée (Ubp)

Ad agosto, dopo che negli Usa si è registrato prima un aumento dei casi di Covid-19 e poi un nuovo calo, è tornato l’entusiasmo per i titoli azionari, con i rendimenti obbligazionari al minimo e la fine del forte rally dei metalli preziosi cui si era assistito a luglio.

I cali degli utili nel secondo trimestre sono stati più contenuti del previsto, il che lascia supporre che le aspettative per tutto il 2020 restano abbastanza ragionevoli guardando al futuro. Le prospettive per il 2021 sono ottimistiche, anche nel caso in cui una presidenza Biden dovesse portare ad un aumento delle aliquote delle imposte sulle società nel nuovo anno. Queste preoccupazioni potrebbero entrare in gioco alla fine dell’anno.

Mentre negli Stati Uniti le trattative sugli ulteriori pacchetti di sostegno economico sono ancora in stallo, la debolezza dell’economia nel breve termine dovrebbe essere compensata dal Dipartimento del Tesoro, che è diventato un importante fornitore di liquidità alle banche statunitensi, iniettando quasi 200 miliardi di dollari nel solo mese di agosto. Con riserve che ammontano ancora a 1,6mila miliardi di dollari, il Tesoro può offrire un sostanziale sostegno di liquidità per i mercati in vista delle elezioni di novembre.

Di conseguenza, continuiamo a calibrare la nostra esposizione nei portafogli, cercando sia di capitalizzare la trasformazione in corso dell’economia globale dopo la pandemia, sia di gestire i rischi e di proteggere il capitale alla fine anno.

Ad oggi, i nostri portafogli si sono concentrati sulla sanità, sulla tecnologia e su temi di trasformazione più ampi che sono stati accelerati dalla pandemia. Man mano che ci avviciniamo alla fine dell’anno, ci aspettiamo che emergano opportunità in quei settori in focus che beneficeranno della trasformazione indotta dalla spesa pubblica nel 2021.

Uno strumento chiave per finanziare questa trasformazione sarà l’immissione di liquidità da parte delle banche centrali mondiali, guidate dalla Federal Reserve. La debolezza del dollaro Usa rappresenta ad oggi la prima fase di un mercato orso pluriennale per la valuta statunitense, che lascia l’oro e il franco svizzero i principali beneficiari di un ciclo lungo nonostante la loro forza nel 2020.

Con la Fed destinata a modificare la sua politica per la prima volta da quando l’ex presidente Paul Volcker ha iniziato la sua guerra all’inflazione negli anni ’70, il nostro focus orientato all’alfa nei portafogli obbligazionari, si è rivelato proficuo. Continuiamo a cercare rendimenti non correlati e opportunità di carry sui mercati obbligazionari globali. Inoltre, abbiamo esteso le nostre strategie di protezione così da includere anche le prospettive di instabilità di fine anno in vista delle elezioni americane e della Brexit.

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