Mediaset, la sentenza europea pro Vivendi lancia Fininvest nel risiko delle tlc

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di Stefano Fossati 4 Settembre 2020 | 10:44

Dopo i tribunali di Madrid e Amsterdam, anche la Corte di giustizia europea si pronuncia a favore di Vivendi nella battaglia legale che il colosso francese sta conducendo per bloccare il progetto di riassetto di Mediaset, ovvero la fusione delle attività italiane e spagnole nella holding di diritto olandese MediaForEurope (Mfe). Eppure, questa volta, la sentenza della Corte in Lussemburgo potrebbe aprire nuove e interessanti prospettive per il Biscione, tanto che il titolo a Piazza Affari guadagna questa mattina oltre il 7% (ma ha toccato anche il +11%), dopo i guadagni già messi a segno ieri alla notizia della decisione dei giudici europei.

La sentenza, in accoglimento del ricorso presentato da Vivendi, dichiara in sostanza illegittimo il vincolo stabilito dal Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar), contenuto nella legge Gasparri del 2004, che per evitare concentrazioni nel mercato multimediale impediva ai soggetti che detenessero una posizione forte nel mercato delle Tlc (pari ad almeno il 40% dei ricavi complessivi del settore), di generare ricavi aggiuntivi superiori al 10% del Sistema integrato delle comunicazioni anche attraverso società “collegate” oltre che “controllate”.

Proprio questa norma ha fermato nel 2016 la scalata a Mediaset da parte di Vivendi, che una volta raggiunto il 29% del gruppo televisivo italiano ricevette l’altolà da parte dell’Antitrust (su richiesta della stessa Mediaset) dal momento che deteneva anche poco meno del 24% di Telecom Italia. Il gruppo di Bolloré dovette così congelare il 19% di Mediaset in Simon Fiduciaria, le cui quote non sono state ammesse al voto nelle assemblee che hanno dato via al progetto di holding europea Mfe.

Vivendi era ricorsa al Tar del Lazio contro la decisione di Agcom e il Tar aveva quindi richiesto alla Corte di giustizia europea di esprimersi sul caso. E ora la decisione favorevole a Vivendi, che potrà far valere l’intera sua quota nelle assemblee straordinarie di Mediaset, potrebbe aprire le porte a un accordo con Fininvest dopo anni di battaglia legale, iniziata da quando i francesi rifiutarono di attuare l’accordo per l’acquisto di Mediaset Premium e avviarono la scalata. Ma allo stesso tempo potrebbe dare alla stessa Fininvest interessanti opportunità proprio nel momento in cui in Italia, sul fronte delle Tlc, si sta giocando un’importante partita in vista della costituzione della rete unica.

La stessa Mediaset, commentando la sentenza, ha “avvisato” che, se si confermerà la possibilità di “convergenza tra i leader delle tlc e dell’editoria televisiva, Mediaset valuterà con il massimo interesse ogni nuova opportunità in materia di business Tlc, già a partire dai recenti sviluppi di sistema sulla rete unica nazionale in fibra”. Chiaro messaggio al governo e alla stessa Vivendi, primo azionista di Telecom Italia.

Le raccomandazioni degli analisti su Mediaset

Come sottolineano gli analisti di Equita, l’obiettivo potrebbe essere proprio Tim, ma non è chiaro come possa essere realizzata una convergenza fra le due società o se l’idea sia creare del business integrato. Sul titolo si potrebbe creare dell’appeal speculativo se Fininvest, che ne controlla il 46% dei diritti di voto, decidesse di voler salire fino al 50% o se Vivendi volesse aumentare la propria quota, lanciando un’Opa sul titolo, senza comunque la possibilità di arrivare al controllo della società. Equita giudica il titolo Mediaset reduce con target price di 1,50 euro.

Intermonte assegna invece al titolo un underperformcon target price di 1,60 euro.

Il quadro tecnico di Mediaset

Mediaset ha oltrepassato di slancio e con scambi superariore alla media trimestrale a quota 1,63 euro la trendline ribassista che dall’inizio dello scorso aprile impediva ai corsi di intraprendere un uuprend. Un movimento che, dopo una eventuale quanto salutare pausa laterale di consolidamento, favorisce ulteriori allungo dei corsi verso 1,84 in prima battuta e in area 1,95/2,00 euro in seguito. Stop loss, molto rigido, sotto quota 1,63.

Il trend di Mediaset nel medio termine a Piazza Affari

 

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