Sterkina a picco mentre Johnson prepara una “hard Brexit”

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di Stefano Fossati 7 Settembre 2020 | 12:00

Sterlina a picco dopo che il primo ministro britannico Boris Johnson è tornato a ventilare la possibilità di un no deal nei negoziati con l’Unione europea sulla Brexit. La valuta d’oltremanica si è svalutata fino a -0,6% sul dollaro a quota 1,3198, il calo più consistente da giugno, come conseguenza delle dichiarazioni di Johnson, che si è detto pronto a lasciare il tavolo delle trattative con l’Ue piuttosto che scendere a compromessi su quelli che considera i principi fondamentali della Brexit.

“Sembra che siamo solo all’inizio di una dolorosa correzione al ribasso della sterlina”, ha detto Valentin Marinov di Credit Agricole (riportato da Bloomberg), per il quale la valuta britannica potrebbe scendere a 1,20 dollari in caso di no deal.

Il costo delle coperture contro le oscillazioni della sterlina a sei mesi è al livello più elevato da luglio. Gli investitori si stanno rifocalizzando sulla possibilità che le due parti accettino di raggiungere un accordo entro metà ottobre per spianare la strada a una Brexit “dolce” alla fine dell’anno, al termine del periodo di transizione.

Alcuni segnali suggeriscono peraltro che i trader abbiano iniziato a considerare la concreta possibilità di una “hard Brexit” già la scorsa settimana, quando la sterlina ha avviato l’attuale parabola ribassista. E intanto gli analisi di JP Morgan Chase raccomandano una tradizionale copertura obbligazionaria contro un possibile no deal, vendendo il debito irlandese a 10 anni, che finirebbe in sofferenza date le strette relazioni commerciali dell’Irlanda con il Regno Unito, e acquistando invece obbligazioni francesi.

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