Bce: tassi di interesse invariati, Pepp fino ad almeno giugno 2021. L’euro riprende a salire

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di Stefano Fossati 10 Settembre 2020 | 14:30

Come da attese, la Banca Centrale Europea lascia invariati i tassi d’interesse: il tasso principale rimane fermo a zero, il tasso sui depositi resta a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. Lo comunica la Bce dopo la riunione di politica monetaria.

La Bce continuerà gli acquisti di debito col programma per l’emergenza pandemica “Pepp” “almeno fino a giugno 2021” o “fino a quando la Bce non considererà l’emergenza da coronavirus terminata”, conducendoli “in maniera flessibile nel tempo, per classi di asset e fra i paesi”. Lo conferma il consiglio direttivo dopo la riunione. Il consiglio direttivo della Bce, si legge in una nota, “è pronto a regolare tutti i suoi strumenti, come opportuno, per assicurare la convergenza dell’inflazione verso il suo obiettivo in maniera sostenibile”.

“L’Eurozona necessita ancora di un ampio stimolo monetario“, ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nella confderenza stampa seguita al meeting del direttivo. “I dati economici nell’Eurozona indicano un forte rimbalzo dell’attività economica anche se il livello è più basso rispetto al periodo pre-pandemico” , ma “le prospettive della ripresa continuano ad essere circondate da incertezze a causa dell’emergenza coronavirus”.

La Bce ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Eurozona per quest’anno a -8%, da -8,7% stimato a giugno. Quindi +5% nel 2021 e +3,2% nel 2022, contro rispettivamente +5,2 e +3,3% delle stime di giugno.

E l’euro prosegue la sua corsa, arrivando a guadagnare lo 0,8% sul dollaro dopo la riunione del direttivo della Bce. Un problema per l’Europa, al quale le politiche monetarie della banca centrale non possono trovare un rimedio. “Il mandato della Bce non riguarda i tassi di cambio ma la stabilità dei prezzi – ha osservato Lagarde – quindi non abbiamo e non avremo alcun target sull’apprezzamenti dell’euro. Detto questo, stiamo ovviamente monitorando l’andamento della moneta per valutare la pressione che può generare sul livello dei prezzi”.

Euro/dollaro

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