Equity Risk Premium alle stelle, è il momento di puntare sull’azionario

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di Stefano Fossati 11 Settembre 2020 | 13:00

L’Equity Risk Premium (Erp) riflette l’extra rendimento richiesto dagli operatori per investire in equity piuttosto che in bond privi di rischio. Le principali determinanti dell’Erp sono:
1. avversione al rischio: più alta è l’avversione al rischio degli investitori e maggiore sarà l’extra rendimento richiesto dagli stessi per investire in equity piuttosto che in bond privi di rischio;
2. incertezza economica: in un’economia dove le attese di inflazione, crescita economica e tassi d’interesse risultano essere maggiormente prevedibili si riduce l’extra rendimento richiesto dagli investitori per investire in equity;
3. completezza delle informazioni: un mercato azionario caratterizzato da trasparenza nelle informazioni inerenti bilanci e previsioni, ha una rischiosità inferiore e questo si traduce in un equity risk premium più basso;
4. liquidità sul mercato: un mercato maggiormente liquido, riduce i costi di transazione ed eventuale smobilizzo di azioni, abbassando quindi l’equity risk premium.

L’attuale Equity Risk Premium di mercato è più alto del valore medio registrato dal 1960, attestandosi al 5% contro una media del 4%. Questo parametro è calcolato considerando un taglio utili previsti per il 2020 del 20%, conseguenza della pandemia di Covid-19. Il maggior valore dell’Erp rispetto alla media evidenzia quanto l’azionario risulti essere attualmente decisamente più interessante rispetto all’obbligazionario.

In momenti di stress dei mercati, è inoltre necessario analizzare le strategie messe in atto dalle banche centrali. L’attuale approccio della Fed è sintomo dell’attenzione che la banca centrale statunitense sta rivolgendo al mercato azionario. Alcuni studiosi del National Bureau Of Economic Research hanno infatti mostrato come rendimenti negativi del mercato azionario siano fortemente correlati con successivi tagli dei tassi d’interesse, la cosiddetta Fed put. Questo meccanismo ha un effetto positivo sull’Erp, mantenendo vantaggioso per gli operatori l’investimento in equity.

In uno scenario caratterizzato dunque da un valore dell’Erp superiore rispetto alla media e da strategie di taglio dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, il Team di Gestione di Pharus conferma la propria propensione verso investimenti in equity piuttosto che in bond. L’Erp, insieme ai tassi di interesse, infatti, è senza dubbio una delle variabili che impatta maggiormente ogni modello valutativo basato su analisi fondamentale e, in quanto tale, rappresenta una guida per ogni investitore nei processi di allocazione. Non è un caso che, come evidenziato da un recente studio di Goldman Sachs, elevati livelli di Erp siano seguiti da una sovraperformance del mercato azionario.

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