Tutto in movimento

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di Redazione 11 Marzo 2010 | 08:45
Ci avviamo verso il fine settimana ma cerchiamo di non adagiarci ancora: ci sono troppe cose in movimento, che stanno rendendo questo periodo molto istruttivo nonché ricco di occasioni sul nostro amato mercato.

Prendiamo ad esempio la SNB: oramai sembra che la maggior parte dei trader si sia tolto dall’EurChf dopo che – sotto la guida dell’ex Hedge Fund Manager Philipp Hildebrand – i livelli canonici di difesta del franco (1,50 – 1,48 – 1,46) sono stati toccati, violati e quindi oramai sembrava diventare un cambio come gli altri. Hildebrand è un uomo di mercato e non gli piace avere la massa di speculatori contro.

Per la decisione sui tassi che vedremo oggi alle 14.00 dovrebbe mantenersi tutto invariato allo 0.25%,  con una panoramica sull’economia elvetica che ci aspettiamo in miglioramento graduale. In questo scenario, il regime di tassi bassi viene calmierata dal cambio in apprezzamento (da dicembre, il Chf si è apprezzato del 3,3% contro l’euro).

Passando alla cronaca in oriente, l’inflazione della Cina ha raggiunto il livello più alto da 16 mesi a questa parte, con picchi nella produzione industriale e nei prestiti – tutti segnali di avviso alle autorità monetarie, che hanno il semaforo verde per ridurre o eliminare gli stimoli all’economia. Il CPI è salito del 2,7% a Febbraio, mentre la produzione industriale è salito di oltre il 20% (siamo evidentemente su un altro pianeta, se confrontiamo questa forza con le frazioni di percentuali nostrane).

Rimanendo sempre nel  Pacific-Rim, la RBNZ ha mantenuto i tassi stabili al 2,50% e questo – se paragonato con il vicino RBA – è stato preso come segnale di forte titubanza e quindi il Nzd ha perso un po’ di terreno. In realtà il commento di Alan Bollard (governatore della RBNZ) può dirsi certamente hawkish (quindi propenso a rialzi) ma non ha voluto sbilanciarsi fin da subito e dare la stoccata. Rispetto all’Australia, comunque, siamo su un altro pianeta. 

Passiamo anche al Usd, visto che gli unici dati importanti di oggi sono (guarda a caso) americani: Trade Balance USA (ore 14.30), Jobless Claims (ore 14.30) e poi alle ore 20.00 il buon Dudley (membro della Fed di NY) inizierà un discorso agli economisti inglesi sulla forza relativa delle economie e forse per preprarli all’impatto: la Fed sta preparando l’uscita dal piano di stimoli e deve avvertire delle possibili conseguenze. 

Dunque  come “meteo” di mercato, oggi si prevede una sessione di trend mattiniero seguito da volatilità e possibili inversioni verso mezzogiorno, che culmineranno alle 14.30 con una fitta attività di osservazione in tarda serata.

EurUsd – grafico orario

Passando all’analisi tecnica ed andando ad analizzare un grafico orario dell’EurUsd, notiamo come negli ultimi giorni, per la precisione a partire dallo scorso 3 marzo, la quotazione sia rimasta in range e abbia trovato dei confini più stretti, rispetto a quelli delle ultime settimane, che vanno a contenere tale movimento.

A partire dal 5 marzo, non abbiamo visto un minimo inferiore a 1.3530: il cambio ci ha provato due volte senza riuscire a scendere più in basso, il che ci fa definire l’area tra 1.3530/45 come importante livello di supporto, contenitiva del rafforzamento del biglietto verde nei confronti della moneta unica europea.

Anche le fasce di resistenza si stanno lentamente abbassando, e la linea congiungente i tre massimi relativi fatti segnare ultimamente, passa per 1.3670.

Attenzione dunque ad analizzare ogni rialzo e ribasso: se intorno alle aree indicate, le price action risulteranno vischiose, sarà probabile un’inversione della quotazione, che convergerà verso il centro del range indicato. Eventuali rotture invece, aprirebbero la strada verso i confini più ampi del range trading mostrato nelle ultime due settimane, 1.3440 e 1.3740.

Per quanto riguarda il GbpUsd, individuiamo una nuova area di supporto tra 1.4875/90, che dopo essere stata testata ieri, ha mantenuto la quotazione sopra 1.4900 (49 ¾ nel momento in cui scriviamo).

In un ottica di più ampio respiro, pensiamo che la situazione per le sterline non sia tanto rosea: allo stesso modo in cui rimaniamo convinti che nel lungo periodo il pound britannico manterrà uno status di tutto rispetto, e questo avverrà con la ripresa economica che sarà accompagnata da un’accelerata dei settori finanziari, pensiamo che adesso sia pronta per essere presa come la vittima sacrificale del mercato.

Le ragioni sono di difficile individuazione, potremmo partire dal QE, dai dati macro rilasciati ultimamente, dalle notizie riguardanti AIG e da tutte le sterline vendute sul mercato e convertite per lo più in dollari ed euro, ma ci limitiamo a dire che è un presentimento.

Un forte presentimento. 1.4780 l’ultimo livello da rompere per vedere la quotazione dirigersi in area 1.4400.

Sul UsdCad le posizioni lunghe rispetto a quelle corte, detenute dalla clientela di Fxcm, si sono ridotte da 5.43 a 3.68, indicando che, momentaneamente le pressioni e gli scambi su questo rapporto di cambio si siano un po’ allentate, pur rimanendo l’SSI su livelli molto alti.

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