Obiettivo del prossimo meeting Fed? Sviluppare una nuova guidance per il futuro

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di Stefano Fossati 11 Settembre 2020 | 18:30

A cura di Christian Scherrmann, U.S. Economist di Dws

La Federal Reserve statunitense segue un calendario piuttosto serrato nel 2020. Dopo l’introduzione del quadro di politica monetaria aggiornato e la presentazione, alquanto inaspettata, di una nuova “Dichiarazione sugli obiettivi a lungo termine e la strategia di politica monetaria”, la riunione del Fomc di settembre costituisce il momento ideale per dare un po’ di sostanza al nuovo quadro di riferimento.

Non ci aspettiamo tuttavia un cambiamento sostanziale della linea di condotta accomodante. Il nuovo quadro permette all’inflazione e alla disoccupazione di spingersi ancora più in territori che in passato sono stati associati alla riduzione degli stimoli monetari. Inoltre, è probabile che prevalgano le aspettative di una moderata ripresa e di un’elevata incertezza. Infine, ma non per questo meno importante, i rischi per le previsioni dovrebbero rimanere orientati al ribasso. Dal nostro punto di vista, questo è un contesto quasi perfetto per lanciare una nuova guidance per il futuro e per mettere a punto le aspettative del mercato.

Di conseguenza, l’aggiornamento sulle Staff Economic Projections e sulle proiezioni dei tassi dei fondi federali sarà interessante. Guardando al futuro, riteniamo che i membri del Fomc potrebbero ancora indicare tassi d’interesse un po’ più elevati una volta che l’inflazione si avvicinerà in modo sostenibile al 2%, nonostante il nuovo impegno della Fed a favore di un obiettivo di inflazione media flessibile del 2%. Il motivo è da ricercarsi nel lungo periodo di tempo menzionato per l’efficacia della politica monetaria. Dopo tutto, la Fed ha da tempo sottolineato l’importanza delle sue prospettive a medio termine per la definizione della politica monetaria. Questi elementi non sono cambiati durante la revisione.

Nel complesso, alla luce del nuovo quadro di riferimento, le proiezioni a lungo termine aggiornate potrebbero rivelarsi un po’ più colpite rispetto a giugno. Ci aspettiamo inoltre una maggiore chiarezza sul futuro degli acquisti di asset su larga scala. Poiché le condizioni finanziarie rimangono un elemento chiave all’interno del quadro della Fed, possiamo ben immaginare qualche indicazione che la Fed potrebbe alla fine aumentare la scadenza dei suoi acquisti obbligazionari. Non che sia assolutamente necessario farlo in questo momento, ma ciò completerebbe l’approccio più flessibile che la Fed sta introducendo.

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