L’Euro nel radar della Bce

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di Gianluigi Raimondi 15 Settembre 2020 | 10:00

Nella riunione di settembre la BCE ha adottato una visione più ottimista circa le prospettive economiche dell’area Euro. Tuttavia, insieme alla pandemia, un nuovo rischio si è materializzato nel radar della BCE: l’euro si è fortemente rafforzato contro il dollaro USA (+ 6% dall’inizio di marzo) e anche rispetto al tasso di cambio medio ponderato per il commercio (+ 5,5% dall’inizio marzo, nella definizione più ampia), sollevando preoccupazioni per il possibile impatto negativo sull’inflazione e sulla crescita.

Il Consiglio Direttivo ha dichiarato – a differenza della riunione precedente – che “valuterà attentamente le informazioni in arrivo, compresi gli sviluppi nel tasso di cambio, per quanto riguarda le sue implicazioni per le prospettive di inflazione a medio termine”.

Nella sessione di domande e risposte, la presidente Lagarde è stata ancora più chiara affermando che la BCE sarà “molto attenta” all’andamento dei tassi di cambio. Inoltre ha affermato che la pressione negativa sul livello dei prezzi era “in gran parte attribuibile” all’apprezzamento dell’euro. In questo contesto, ha nuovamente accennato anche al fatto che la BCE dispone di diversi strumenti e che non esiterà a utilizzarli se necessario.

“Tutto sommato però, allo stato attuale, è improbabile che l’apprezzamento dell’euro da solo inneschi un’azione politica. Ma pensiamo sarà un fattore a sostegno dell’azione di politica monetaria a dicembre, quando ci aspettiamo che il PEPP sia esteso” avverte Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments.

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