Mercato azionario, l’appetito per il rischio è resiliente

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di Stefano Fossati 16 Settembre 2020 | 17:30

“Chi l’avrebbe mai detto? Nonostante l’incertezza sia economica che politica di questi mesi, sui mercati è tornato l’appetito per il rischio. Sulla scia di notizie relative alla ripresa economica e agli sviluppi della situazione sanitaria, i mercati azionari hanno approfittato della pausa estiva per riprendere il loro percorso al rialzo. L’oro è calato leggermente, mentre i tassi a lungo termine statunitensi e tedeschi sono saliti. Tuttavia, l’indicazione più forte che ci arriva dal mese d’agosto è sul lato delle valute, sulle quali ci sono stati volumi enormi. Il dollaro si è ulteriormente indebolito e, se questo dovesse continuare, potrebbe finire per avere un impatto sulla crescita delle aziende europee”. E’ quanto nota Gilles Guibout, gestore del fondo Pir Axa WF Framlington Italy di Axa Investment Managers. Di seguito la sua analisi.

Ripresa delle small cap

Nel corso del mese, il Ftse Italia All Share NT è salito del 2,74%. I settori ciclici (industria, consumo discrezionale, energia, finanza) hanno attratto le preferenze degli investitori a scapito dei settori difensivi della salute o del consumo di base, che sono stati penalizzati anche dalla debolezza del dollaro statunitense. Un’altra conferma del ritorno dell’appetito per il rischio anche in Italia è la performance delle small cap, che ad agosto hanno ancora una volta ampliato il rialzo, mettendo a segno un progresso del 4,8%.

Dobbiamo prepararci a una correzione?

Nelle prossime settimane, mentre i mercati azionari accoglieranno certamente con favore un annuncio su un possibile vaccino per il Covid-19, sembra che gli attuali livelli delle valutazioni offrano un potenziale di rialzo limitato. Ulteriore incertezza sulla robustezza della ripresa o sulla capacità dei governi di implementare i piani di sostegno all’economia potrebbero preparare la strada per una correzione.

Attesa per il voto di settembre in Italia

L’attenzione degli investitori sarà anche sul voto di settembre in Italia, per il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, in concomitanza con le elezioni regionali e comunali. Ma non ci aspettiamo sorprese su questo fronte. Continuiamo più che mai a essere selettivi nella scelta dei titoli, privilegiando quelle società che offrono reali potenzialità di crescita del fatturato e/o dei margini, unica garanzia della capacità di generare risultati e dividendi sul lungo periodo.

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