Fed troppo ottimista sull’inflazione?

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di Gianluigi Raimondi 18 Settembre 2020 | 10:00

“Nonostante l’idea che il mercato del lavoro eserciti una certa influenza sull’inflazione futura, l’inflation core Usa ha a malapena superato il 2% durante l’ultimo ciclo di inasprimento monetario della Fed. Questo è stato dimostrato sia nella realtà sia nelle proiezioni forward-looking della banca centrale statunitense, che sono state storicamente troppo ottimistiche“. L’avvertimento arriva da Michael Metcalfe, global head of Macro Strategy di State Street Global Markets, che di seguito spiega i pericoli legati a questa situazione.

Ciò porta ora a chiedersi quali cambiamenti dovranno essere apportati per generare un tasso medio di inflazione vicino al 2%, anche includendo le proiezioni ottimistiche.

Guardando al passato, era improbabile che con il suo nuovo mandato la Fed iniziasse l’ultimo ciclo di inasprimento monetario, dato che un gap d’inflazione medio inferiore al 2% avrebbe frenato la banca centrale, mentre la rapida contrazione del mercato del lavoro non sarebbe più stata una motivazione valida per inasprire la politica monetaria.

Fonte: State Street Global Markets, Bloomberg

 

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