Settore costruzioni, verso lo sblocco di infrastrutture per 30 miliardi: ecco le società più esposte

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Avatar di Stefano Fossati 21 Settembre 2020 | 12:00

Il Messaggero in edicola oggi pubblica un’intervista al viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri: questi i principali spunti, secondo gli analisti di Equita.

– L’elenco delle opere da commissariare è stato presentato al presidente del Consiglio Conte. Ora serve che venga firmato il Dpcm e che la ministra De Micheli nomini i commissari che sono già stati individuati all’interno di Rfi e Anas.
– Non è escluso che dopo l’approvazione di questa prima lista di opere da commissariare il governo possa lavorare a stretto giro a una seconda tranche di opere nazionali da sbloccare.
– L’attenzione del governo non è solo sulle grandi opere infrastrutturali ma anche sulle piccole opere locali. Il Dl Semplificazioni prevede infatti poteri di deroga ai comuni e alle regioni nell’edilizia scolastica, universitaria e carceraria, ma anche nelle infrastrutture e trasporti locali.

Il documento presentato dal Ministero delle Infrastrutture a Conte include 28 opere infrastrutturali (15 progetti ferroviari, 11 progetti stradali e 2 progetti portuali) da commissariare. Il valore complessivo delle opere da sbloccare è di 30 miliardi. La firma di Conte al Dpcm che conferma le opere presentate dalla De Micheli come strategiche e da sbloccare è attesa nelle prossime settimane, dopo il parere delle commissioni parlamentari. La nomina dei commissari e le risorse per ciascuna opera saranno definiti con successivi decreti ad hoc del ministero delle infrastrutture stesso.

“Continuiamo a ritenere importante per il settore il commitment del governo verso il rilancio degli investimenti infrastrutturali sfruttando le risorse del recovery fund”, scrivono gli analisti di Equita. Che, tra le società più esposte allo sblocco degli investimenti infrastrutturali, segnalano:
Webuild (18% del fatturato 2019 generato in Italia): insieme ad Astaldi ha 11 miliardi di commesse dall’Italia e tra le opere strategiche identificate dal governo rientra la Statale Ionica (1,3 miliardi); inoltre, è stato recentemente sbloccato un altro importante progetto per Webuild in Italia ossia l’Alta Velocità Padova-Verona (2,5 miliardi);
Trevi, che genera circa il 10% del fatturato in Italia;
Buzzi Unicem (in Italia il 16% del fatturato 2019): l’avvio del piano dovrebbe sostenere la domanda di cemento nel mercato italiano.

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