Mazziero Research: “Italia, situazione tranquilla di un Paese in affanno”

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Avatar di Gianluigi Raimondi 23 Settembre 2020 | 09:45

Il calo del PIL e aumento del debito è un mix mortale perché crea i presupposti di instabilità dei conti pubblici, riduce i margini su cui indirizzare gli interventi ed espone a rischi incalcolabili qualora dovesse andare storto qualcosa”. Parola di Maurizio Mazziero, fondatore e strategist della Mazziero Research, che di seguito illustra nel neddaglio le proprie stime sulla situazione macroeconomica italiana.

Pur con un possente rimbalzo nel secondo semestre, stimiamo che il PIL 2020 subirà un calo dell’8,2%. Se a questo dato associamo un debito a fine anno che potrebbe aggirarsi tra 2.566 e 2.598 miliardi ci troviamo con un debito/PIL che balzerebbe dal 134,6% al 161,6% e un deficit/PIL dal 1,6% al 10,8% (stime Mazziero Research).

Attualmente non si vedono impatti negativi e le imponenti emissioni di titoli di Stato vengono abbondantemente acquistate dalla BCE, che ha ormai superato il 20% di detenzione rispetto al circolante.

Questa situazione apparentemente tranquilla rischia però di non dare la reale misura dell’affanno del Paese: nei primi sei mesi dell’anno si sono persi oltre mezzo milione di posti di lavoro e il timore di una nuova estensione del contagio condiziona la fiducia di imprese e famiglie.

Il Governo ha predisposto le linee guida per richiedere i finanziamenti a Bruxelles, ma sembra non avere fretta nel definire i dettagli necessari per ottenere i contributi.

Siamo di fronte a un passaggio delicato, è bene che ciascuno di noi se ne renda conto senza illusioni; non ci sono bacchette magiche e nel contempo, se vogliamo riformare questo Paese, dovremo essere pronti a lasciarci alle spalle alcuni privilegi. Soprattutto la nostra bussola dovrà essere sempre rivolta al quesito di cosa lasciamo alle generazioni future.

Il debito pubblico: stime sino a dicembre 2020

Fonte: Mazziero Research

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