Fed, avanti con i test per il dollaro digitale

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Avatar di Gianluigi Raimondi 25 Settembre 2020 | 10:00

Da qualche mese a questa parte la Fed ha testato diverse piattaforme basate su registri distribuiti (DLT) per comprendere i loro potenziali vantaggi nell’ottica della creazione di un dollaro digitale.

È quanto ha rivelato, come riportato da Cryptonomist.ch, il presidente e ad della Fed di Cleveland, Loretta J. Mester, in un discorso pronunciato al Keynote Session del 20th Anniversary Chicago Payments Symposium.

Nel dettaglio, Mester ha dichiarato: “La Federal Reserve ha studiato da diverso tempo le questioni sollevate dalla valuta digitale della banca centrale. Il Board of Governors ha un laboratorio tecnologico che ha costruito e testato una gamma di piattaforme di registro distribuito per comprenderne i potenziali vantaggi e compromessi. I membri del personale di diverse Reserve Banks, inclusi gli sviluppatori di software della Fed di Cleveland, stanno contribuendo a questo sforzo”

Ha anche aggiunto che la Fed di Boston collabora da anni con il Massachusetts Institute of Technology (MIT) nella sperimentazione di diverse tecnologie che potrebbero essere utilizzate per una valuta digitale della banca centrale (CBDC).

Anche la Fed di New York è impegnata in questo sforzo con un suo centro di innovazione, in collaborazione con la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), grazie al quale sta cercando di identificare ed analizzare le tendenze critiche in questo specifico ambito.

L’impegno della Fed per il dollaro digitale

Quindi da un lato si conferma che l’impegno della banca centrale americana in questa direzione è decisamente concreto, con uno sforzo non irrilevante, ma dall’altro si conferma anche che la situazione è di fatto ancora solamente in fase di studio, forse anche a causa di una conoscenza non ancora sufficientemente approfondita di tutte le conseguenze che potrebbero essere generate dal rilascio di un dollaro interamente e nativamente digitale.

Mester nel suo discorso ha anche evidenziato la necessità di garantire che il sistema dei pagamenti rimanga moderno, resiliente, ed in grado di adattarsi alle mutevoli esigenze dei clienti, suggerendo di fatto che qualche innovazione sia necessaria. 

Il fatto che la Cina da questo punto di vista sembra essere più avanti, potrebbe spingere anche la Fed ad accelerare sul dollaro digitale, visto che stando a quanto dichiarato da Mester sembrerebbe in grado di poterlo fare. Tuttavia la banca centrale americana in questo frangente pare essere decisamente più prudente di quella cinese.

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