Europa, nuova strategia anti-Covid per non affossare l’economia

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di Stefano Fossati 25 Settembre 2020 | 14:30

A cura di Wings Partners Sim

Dopo un’estate di relativa libertà, la seconda ondata di contagi di Covid-19, ormai in atto in gran parte delle nazioni dell’Unione Europea, sta riportando ampie pressioni sui governi, che si trovano ad affrontare sia il contenimento delle infezioni, sia un sostenimento delle economie locali, che stanno provando a risollevarsi dall’ampia crisi scaturita dai blocchi socio-economici imposti ad inizio anno. A differenza delle rigide restrizioni imposte durante la prima diffusione della pandemia, il blocco parziale, adottato in questa fase dai principali responsabili politici e sanitari, non è progettato per interrompere completamente la diffusione, ma per concentrarsi sui punti più critici, isolando quartieri, discoteche e feste private, consentendo comunque le attività dei grandi settori economici.

Nonostante il forte incremento dei contagi registrati nel Regno Unito, Francia e Spagna, il tasso di mortalità decisamente inferiore da quello registrato in primavera, lascia prevedere che queste limitazioni parziali saranno mantenute fino a quando i governi non otterranno un’immunizzazione efficace ed accessibile a tutti. I risultati che arrivano dalle nazioni asiatiche, più avanti nella lotta alla pandemia, rivelano come questo approccio debba comunque essere sostenuto da un’ampia strategia di test e tracciamento dei contagi. A riguardo, l’incapacità dei sistemi sanitari europei di soddisfare la crescente domanda dei test potrebbe evidenziare comunque delle difficoltà imminenti.

Nel frattempo, nel Regno Unito il cancelliere dello scacchiere, Rishi Sunak, è pronto a definire un nuovo piano finalizzato a proteggere l’occupazione inglese e a salvare le imprese, già in crisi dalle restrizioni imposte a inizio anno. Sunak elaborerà quindi una strategia che fornirà più sostegno statale alle imprese e ai lavoratori, per evitare un aumento della disoccupazione proprio nel momento in cui era già in programma un ridimensionamento di un pacchetto di stimoli già importante. Durante una dichiarazione in Parlamento definirà infatti il nuovo budget necessario, dopo aver annullato quello in programma. La liquidità statale necessaria per i salari e per i prestiti alle imprese eserciteranno comunque forti pressioni sulle finanze pubbliche, ma dopo le nuove restrizioni imposte da Boris Johnson ad alcuni settori economici, a Sunak resta poco margine di manovra.

Anche negli Stati Uniti una riunione dei funzionari della Federal Reserve ha evidenziato la necessità di un maggiore stimolo fiscale per sostenere la ripresa economica. Durante un’audizione al Congresso il presidente della Fed Jerome Powell ha posto l’attenzione sulla politica fiscale, confermando che sarà necessario un maggiore sostegno. I responsabili dell’istituto centrale statunitense hanno, tuttavia, sottolineato che probabilmente lo stimolo non sarà imminente, ma che il sollecito di un’azione potrebbe concretizzarsi solamente il prossimo anno.

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