Calef (Notz Stucki): “Lusso e Clean Energy nel portafoglio d’autunno”

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Avatar di Gianluigi Raimondi 28 Settembre 2020 | 12:15

Gli enormi stimoli messi in campo da parte di Governi e banchieri centrali hanno avuto un ruolo fondamentale per rimediare ai danni derivanti dal collasso economico, ma tutto ciò avrà delle conseguenze sulle varie asset class, rendendo più complessi i processi di investimento. “Ormai da diverso tempo suggeriamo di allocare una buona parte del portafoglio azionario nei quality trend, ma risulta comunque di fondamentale importanza affidarsi ad un gestore che si occupi efficientemente della gestione attiva delle varie posizioni di investimento per identificare quelle profittevoli”. A dirlo è Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki, che di seguito illustra nel dettaglio la propria strategia.

Lo scenario

L’attuale crisi ha dimostrato come gli investitori confidino fortemente sul fatto che le politiche fiscali possano davvero funzionare per sostenere l’economia. I Governi sono stati addirittura disposti a far fluire il denaro direttamente nelle tasche dei contribuenti per via delle forti esigenze di liquidità (si pensi per esempio agli importanti stimoli promossi negli Stati Uniti, nonché al Recovery Fund in Europa), abbandonando ogni tipo di politica di austerità. Le Banche centrali, da parte loro, hanno stampato moneta a profusione, provocando una sorta di “monetizzazione”, in taluni casi, del debito pubblico.

Tuttavia, se si dà uno sguardo al mondo dei bond, si può osservare come i tassi di interesse abbiano raggiunto livelli davvero minimi e, in un crescente numero di casi, sono minori di zero. Si pensi che ad oggi il controvalore delle obbligazioni emesse sul mercato che presentano un tasso di interesse negativo, a livello globale, ha raggiunto circa 16mila miliardi di dollari.

Inoltre, gli stimoli economici di portata monumentale potrebbero creare anche delle aspettative rialziste dell’inflazione e, di conseguenza, mantenere i tassi reali appiattiti, o sottozero, per molto tempo, dando motivo agli investitori di storcere il naso di fronte ad un’obbligazione Plain Vanilla.

Pertanto, per via di una costante ed assidua ricerca di rendimento, sia la fiducia nelle politiche fiscali espansive che gli effetti calmieranti sui tassi dovuti alle manovre monetarie, potrebbero portare ancora a potenziali rialzi delle quotazioni azionarie.

Tuttavia, sorgono alcune considerazioni in merito. Da un lato, abbiamo visto come difficilmente le valutazioni di mercato possano andare oltre certi punti di massimo (si consideri la recente correzione sui alcuni titoli tech), mentre dall’altro, visto l’aumento dei contagi in alcuni Paesi dell’Europa, abbiamo una situazione sanitaria instabile ed incerta, che potrebbe rendere ancor più difficile del previsto la ripresa economica. Tale contesto ci aiuta dunque a comprendere come sia di assoluta importanza porre un focus primario sulle aziende profittevoli, che noi troviamo, in prevalenza, nei settori che beneficiano dai trend tecnologici e demografici di lungo periodo (Quality Trend). Ma per quest’ultimi, come accennavamo all’inizio, è necessario adottare un approccio di gestione attiva, tenendo in considerazione, al tempo stesso, molteplici fattori.

L’asset allocation

Di seguito riportiamo in sintesi alcune operazioni che abbiamo svolto nel corso dell’ultimo periodo, sulla base dei seguenti punti di attenzione:

  • il ciclo economico: ad agosto, sfruttando alcuni segnali di ripresa economica (soprattutto in Cina), abbiamo incrementato l’esposizione sul settore del lusso, che beneficia in particolare del potenziamento dei modelli di business che puntano sull’E-Commerce;
  • le valutazioni di mercato: ad agosto, abbiamo deciso di alleggerire il peso sui titoli tecnologici, in quanto le azioni risultavano care e si prospettava un possibile aumento della volatilità;
  • monitoraggio dei nuovi trend: facciamo riferimento alla clean energy, che abbiamo aggiunto di recente nei nostri portafogli, oltre a tecnologia, sanità e consumi.

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