Quarto trimestre: l’outlook di Triodos IM sui mercati sviluppati ed emergenti

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Avatar di Gianluigi Raimondi 1 Ottobre 2020 | 12:00

Triodos IM, società interamente controllata da Triodos Bank, nata oltre 25 anni fa con l’obiettivo di dedicarsi da allora interamente agli investimenti sostenibili, ha pubblicato gli outlook relativi al quarto trimestre 2020 per i mercati sviluppati ed emergenti. Ecco di seguito i punti salienti.

Mercati sviluppati:

  • I dati positivi non devono essere interpretati come una rapida e completa ripresa economica in corso.
  • Ci aspettiamo che la recessione economica aumenti le disuguaglianze, sia a livello di imprese che di famiglie. Se le politiche fiscali non affronteranno adeguatamente questo sviluppo indesiderato, saranno i più vulnerabili della società a pagarne le conseguenze.
  • Le misure fiscali dovrebbero quindi comprendere la sostenibilità nel senso più ampio, in modo che la ripresa non sia solo green, ma anche inclusiva.
  • Nel nostro scenario di base, ipotizzando ricorrenti confinamenti localizzati per il resto dell’anno, ci aspettiamo un tasso di crescita economica annuale del -4,2% nel 2020 e del 4,8% nel 2021.
  • Sulla base del nostro approccio, manteniamo un atteggiamento prudente e rimaniamo sottopesati nelle azioni e neutrali nelle obbligazioni.

Mercati emergenti:

  • La revoca dei confinamenti e lo stimolo fiscale sono gli elementi più importanti del panorama economico che determinano il modo in cui le economie si riprendono dalla crisi del Coronavirus.
  • La pandemia ha fatto sì che quasi tutte le economie emergenti e in via di sviluppo vedano un deterioramento uniforme dei saldi di bilancio e un aumento del rapporto debito/PIL.
  • Le posizioni fiscali più deboli rendono i mercati emergenti più vulnerabili agli sbalzi del debito e ai picchi dei premi per il rischio, aumentando i costi di finanziamento.
  • I Paesi emergenti che sono entrati in crisi in una condizione economica più debole si trovano tuttora ad affrontare molti rischi, visto che i finanziamenti straordinari e le misure di alleggerimento del debito non saranno sufficienti a colmare i grandi deficit di finanziamento che esistevano già prima della pandemia.
  • Gli investitori internazionali e le agenzie di rating sono sensibili ai fondamentali fiscali dei mercati emergenti e sono meno tolleranti a livelli di indebitamento più elevati. Ciò si ripercuote sui premi di rischio del debito dei governi e sui rendimenti degli investimenti a lungo termine.

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