Investitori professionali italiani certificati Cfa ancora positivi sulle prospettive dell’economia domestica

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Avatar di Stefano Fossati 2 Ottobre 2020 | 15:45

Gli investitori professionali italiani certificati Cfa sono positivi sulle prospettive dell’economia domestica sui prossimi sei mesi, con il “Sentiment Index” che registra un valore pari a 16,1, in recupero rispetto al dato di +3,4 del mese scorso.

Al sondaggio mensile, svolto da Cfa Society Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, hanno partecipato 57 professionisti con certificazione Cfa e membri dell’Associazione tra il 18 ed il 30 settembre 2020. Il risultante “Sentiment Index” sale di circa 13 punti rispetto al mese precedente, ad un valore di +16,1. Gli analisti e gestori italiani risultano positivi anche sulle prospettive economiche di Europa e Usa.

La positività riscontrata dall’indice è in parte legata alla ripresa dei prezzi dei vari asset e anche all’accelerazione dei trend d’investimento. Vista la persistenza negli ultimi mesi di queste dinamiche, dobbiamo capovolgere un vecchio aforisma: più le cose restano uguali, più cambiamenti dovremmo aspettarci.

Guardando al 2021, abbiamo motivi sia di ottimismo e sia di cautela. Oggi abbiamo una percezione più chiara del crollo della produzione globale causato dai lockdown e dal rapido andamento della ripresa. Ciò ha portato i nostri economisti a prospettare uno scenario economico mondiale, caratterizzato da una crescita continua, seppure molto più lenta, nei prossimi sei mesi, seguita da un’effettiva ripresa, solo dopo che i vaccini saranno diffusi nel prossimo anno. Tuttavia, il quadro resta preoccupante. I nuovi casi di Covid-19, tuttora centinaia di migliaia in tutto il mondo, l’imposizione di mini lockdown e l’assenza di un vaccino, nonostante i progressi incoraggianti, portano a mantenere un atteggiamento di cautela. È probabile infatti che ulteriori rialzi, almeno nel breve termine, rimangano limitati, anche se i legislatori continueranno a fornire sempre più stimoli alla ripresa economica.

A nostro avviso occorre focalizzare l’attenzione sui seguenti quesiti:
• quali saranno i rischi a lungo termine per un mercato del credito “pompato” da stimoli monetari?
• Quanto le aziende forti continueranno a crescere, nonostante il virus?
• Perché i mercati e l’economia reale sembrano scollegati?

Non dimentichiamo poi che molti investitori sono, ovviamente, presi dalle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Partendo dal credito, il punto di attenzione rimane l’aumento della leva. Le nuove emissioni obbligazionarie stanno crescendo, mentre gli utili continuano a scendere, come dimostrato dai risultati del secondo trimestre. Potremo vedere il picco a fine anno o inizio 2021.

Passando al secondo quesito, osserviamo che i risultati delle società nel primo semestre sono stati comprensibilmente negativi. La crescita dei ricavi su base annua è crollata del 14,4% per le società nell’indice Msci; una performance terribile anche rispetto alle precedenti flessioni. Detto ciò, dopo aver escluso dall’analisi il settore del petrolio e del gas, questi numeri hanno effettivamente battuto le stime di mercato.

Oggi sappiamo molto di più su ciò che potrebbe accadere ai “vincitori” e ai “vinti”, se il Covid-19 dovesse rimanere con noi ancora per del tempo.Così come ci aspettiamo che le società “forti” continueranno a rafforzarsi, indipendentemente dagli sviluppi del virus. Tuttavia sta diventando sempre più difficile per gli investitori concentrarsi esclusivamente sulle società e sui settori più solidi, dato il livello delle valutazioni. Dobbiamo ora decidere se continuare ad investire su azioni che sembrano costose, ma stanno andando bene, o guardare alle società con valutazioni inferiori, ma che magari lo sono per una buona ragione.

Riguardo al rapporto tra economia reale e mercati, possiamo affermare che sicuramente mantenere i tassi bassi aiuta gli asset rischiosi (anche con un’attualizzazione più elevata dei rendimenti futuri). Inoltre, dato che i mercati prediligono una visione di lungo termine, piuttosto che un’analisi focalizzata sullostato attuale, possiamo affermare che è stata l’aspettativa di un’economia migliore ad aver spinto i mercati al rialzo. L’orizzonte temporale a cui guardano i mercati va infatti dai 3 ai 12 mesi: periodo in cui verosimilmente entra in gioco la scoperta e la distribuzione di un vaccino per Covid-19. Ciò consente agli investitori di immaginare uno mondo più normale rispetto a quello attuale.

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