La ricerca del vaccino e la reazione dei mercati finanziari

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di Stefano Fossati 5 Ottobre 2020 | 15:30

Si è conclusa la quarta settimana consecutiva al ribasso per gli indici azionari a Wall Street. Dopo mesi di impennata continua si è interrotta la crescita dei listini americani.
A preoccupare gli investitori sono la situazione critica dei contagi sia in America che nel resto del mondo e la possibilità di nuovi lockdown e di misure restrittive che condizionerebbero ulteriormente i comportamenti di consumatori, aziende e mercati.

Secondo Simona Paravani Millinghof, Global Cio Solutions nel team Multi Asset Strategies & Solutions di BlackRock “negli ultimi mesi c’è stata una correzione dei mercati rapida e profonda seguita da una ripresa altrettanto simile in tempistiche e ampiezza, ma la situazione è incerta nel medio periodo”. Per l’esperta i principali temi che condizionano l’andamento del mercato sono il virus e la geopolitica, oltre agli aspetti macroeconomici legati all’inflazione, un tema da tenere d’occhio nei prossimi tempi, e ai tassi di interesse.

L’elemento decisivo sarà il vaccino: la contesa resta tra Usa, Cina e Russia. In America la comunicazione relativa ai progressi fatti in tal senso è incessante e giocherà un ruolo decisivo anche nelle elezioni americane. I “Superforecaster”, gli investitori che fanno previsioni a medio-lungo termine, sostengono che entro aprile 2021 il vaccino dovrebbe essere disponibile negli Stati Uniti, mentre resta più moderato Anthony Fauci, immunologo statunitense, che pospone di pochi mesi.

Ma cosa ne pensano i gestori?

Massimo Saitta, direttore degli investimenti di Intermonte, afferma che la correzione dell’andamento borsistico americano e globale trova ragione nei cambiamenti introdotti dalla Fed nell’ultimo periodo in tema di inflazione, che hanno frenato il ribasso dei tassi e i movimenti speculativi dei mercati detenuti tramite opzioni. La volatilità, a detta di Saitta, dovrebbe persistere nelle prossime settimane. Inoltre, nei mesi a venire, dovremmo assistere una rotazione a favore dei titoli che sono stati penalizzati, ad esempio quelli del settore turistico e bancario, il quale, nonostante le difficoltà, ha assistito al risveglio dell’attività di M&A come accaduto in Italia con la recente fusione di Ubi e Intesa.

Secondo Gianni Bizzarri, Amministratore Delegato di Banca Ifigest e fondatore di Fundstore, per assistere a una rotazione settoriale concreta bisognerà attendere un annuncio credibile e concreto sul vaccino, che potrebbe arrivare entro la prima parte del 2021. Avventarsi sull’azionario potrebbe rivelarsi poco prudente data l’alta volatilità dei mercati prevista nel breve periodo. Iniziare a pensare a una rotazione strategica dei titoli nel portafoglio potrebbe essere una mossa azzeccata. Attuando una strategia selettiva e attiva, ovvero selezionando accuratamente le aziende e monitorando l’andamento del portafoglio, le opportunità di crescita nel medio periodo restano concrete, mentre la speculazione a breve termine risulta annebbiata dall’incertezza.

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