Il 2020 anno record per i green bond, focus sull’idrogeno verde

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di Stefano Fossati 7 Ottobre 2020 | 14:30

Il 2020 è stato finora un anno unico per i green bond secondo NN Investment Partners. “Dopo un temporaneo calo delle emissioni nella fase iniziale della pandemia di Covid-19, il mercato si è ripreso rapidamente raggiungendo un nuovo record di emissioni di 69 miliardi di euro nel terzo trimestre. La nuova pipeline di emissioni da parte di governi e aziende rimane ampia, con una crescente diversità di emittenti e una gamma crescente di nuove aree, come ad esempio l’idrogeno verde per l’utilizzo dei proventi di un’obbligazione verde; sottolinea Jovita Razauskaite, Portfolio Manager Green Bonds di NN IP.

La domanda di green bond supera l’offerta

Nonostante l’impressionante crescita del mercato delle obbligazioni verdi, la domanda sta superando l’offerta, con conseguente sovrabbondanza di nuove emissioni e compressione degli spread. Sia i governi che le società hanno contribuito a questa impennata. Quest’anno nuovi governi sono entrati sul mercato con l’emissione inaugurale di green bond da parte di Germania, Svezia e Ungheria. Anche Danimarca, Italia, Portogallo, Austria e Spagna hanno messo in agenda l’emissione di un green bond governativo. Questa crescita delle emissioni governative è stata innescata dagli obiettivi ambientali europei per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Le obbligazioni verdi sono uno strumento prezioso per i governi per raccogliere capitali che aiutino a realizzare piani infrastrutturali in linea con gli obiettivi climatici nazionali e regionali. Nel frattempo, l’emissione di green bond da parte delle società è alla guida del mercato fin dall’inizio dell’anno. Anche la base di emittenti si è diversificata, dove abbiamo visto più industriali entrare nel segmento dei green bond. Anche l’ampiezza e la liquidità del mercato sono migliorate. Oltre alla nostra aspettativa di vedere più industriali emettere green bond, diversificando la base di emittenti e guidando l’innovazione, in futuro vedremo aumentare la quota dei governi, dato che l’Ue prevede di finanziare un terzo del recovery fund con il debito verde. Questo sarà un enorme stimolo per il mercato delle obbligazioni verdi.

L’idrogeno verde fra i pilastri del Green Deal dell’Ue

L’idrogeno verde sta attirando sempre più l’attenzione sul mercato. Se messo in atto potrebbe soddisfare un quarto del nostro fabbisogno energetico entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra di un terzo, il che sarebbe un contributo significativo nella lotta al cambiamento climatico. È stato riconosciuto dall’Ue che ha recentemente fatto della Strategia europea sull’idrogeno uno dei pilastri fondamentali del suo Green Deal.

“Considerati i vantaggi ambientali dell’idrogeno verde, che comporta emissioni zero di Co2 e il minimo inquinamento atmosferico, riteniamo l’idrogeno verde una buona categoria per l’utilizzo dei proventi di un green bond”, dice Razauskaite. “Dato che la maggior parte degli utenti/produttori di idrogeno opera in settori ancora esposti ai combustibili fossili, l’emissione di un green bond deve essere ben allineata con una strategia generale di sostenibilità di un’azienda per decarbonizzare e, se del caso, dismettere gradualmente le attività dei combustibili fossili e aumentare la propria quota in attività di business rispettose dell’ambiente”.

Il cambiamento non avverrà da un giorno all’altro, poiché il mercato dell’idrogeno verde è ancora relativamente piccolo e necessita di ulteriori investimenti nella ricerca per essere messo pienamente in funzione. Ma dato che sia le grandi utility che gli industriali hanno già iniziato a investire in questo campo, ci dà un segnale che il mercato è in fase di transizione verso questa soluzione green. Tuttavia, l’inclusione della strategia dell’idrogeno nel Green Deal giocherà sicuramente un ruolo di catalizzatore per lo sviluppo di questo mercato.

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