Le elezioni Usa continuano a essere una fonte di incertezza

Essendo gli Stati Uniti la più grande economia del mondo, gli investitori di tutto il mondo seguiranno con vivo interesse la corsa presidenziale e i suoi effetti sui mercati. Grant Bowers, Portfolio Manager di Franklin Equity Group, analizza i possibili risvolti dei diversi esiti delle elezioni Usa per il mercato azionario statunitense. Spiega anche perché pensa che gli investitori dovrebbero prepararsi a possibili ondate di volatilità nei mercati azionari.

Secondo Bowers, molti investitori sembrano credere che una vittoria di Biden segnerebbe la fine delle politiche di sostegno alle imprese dell’era Trump, “ma noi non riteniamo affatto scontata questa prospettiva. A nostro parere, qualunque candidato avrà la meglio non potrà che continuare ad affrontare la questione più centrale per i mercati in questo momento: la ripresa economica degli Stati Uniti dalla pandemia di Covid-19. Riteniamo che una presidenza Biden con un governo americano diviso potrebbe offrire uno scenario favorevole al mercato, poiché ci aspetteremmo un numero maggiore e crescente di proposte/cambiamenti politici da parte della nuova amministrazione. Ciò detto, non pensiamo che un Congresso diviso a guida Biden o Trump impedirebbe di approvare qualsiasi legge importante per il Paese. Osserviamo un sostegno bipartisan tra Democratici e Repubblicani a politiche di mantenimento degli stimoli fiscali all’economia, a un progetto di legge sulle infrastrutture e al commercio”.

Elezioni Usa: aree di sostegno bipartisan

“Riteniamo che una legge sulle infrastrutture – continua Bowers – sarà prioritaria per entrambe le amministrazioni nel 2021. Guardando al futuro, confidiamo nell’approvazione di una legge per migliorare gli aeroporti, i ponti e le strade del paese. A nostro avviso, sono questi i tasselli in grado di mettere in moto il paese e che troveranno più facilmente un sostegno bipartisan, mentre aree come le infrastrutture per l’energia verde potrebbero non ricevere lo stesso appoggio unitario. Secondo il nostro studio, il piano implicherebbe probabilmente anche cospicui finanziamenti per migliorare le infrastrutture tecnologiche del paese, come l’accesso alla banda larga e alla tecnologia wireless di quinta generazione (5G). In realtà, riteniamo che dopo le elezioni la tecnologia sarà il fulcro di molti potenziali cambiamenti politici”.

In tema di politica commerciale, l’obiettivo della protezione della proprietà intellettuale è condiviso dai due schieramenti. “In caso di vittoria su Trump, crediamo che Biden continuerà a esercitare pressioni sulla Cina al fine di garantire alle tecnologie parità di condizioni a livello globale, a dispetto della percezione di un suo possibile approccio più morbido. Riteniamo che le frizioni commerciali continueranno a prescindere dalla compagine elettorale che vincerà”.

E ancora: “Osserviamo anche un sostegno da entrambe le parti per riportare la produzione negli Stati Uniti. A nostro modo di vedere la pandemia del Covid-19 ha evidenziato molte debolezze nelle catene di approvvigionamento globali, in particolare nel settore sanitario, e prevediamo che altri settori, come quello industriale e manifatturiero, continueranno ad avvicinarsi ai mercato dei consumatori finali negli Stati Uniti. Su questo fronte, sotto l’una o l’altra amministrazione prevediamo che il sostegno bipartisan si rafforzerà, poiché queste tendenze possono contribuire alla crescita dell’occupazione”.

Un’“onda blu” porterà con sé cambiamenti nella politica americana?

“Nonostante queste aree di sostegno bipartisan, pensiamo che la prospettiva di un’onda blu ovvero di una schiacciante vittoria del fronte democratico meriti la nostra attenzione”, aggiunge l’esperto di Franklin Equity Group. “In un tale scenario, Biden diventerebbe presidente e i Democratici assumerebbero il controllo del Senato e manterrebbero la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti”.

“Secondo la nostra analisi, un’onda blu preoccupa il mercato azionario Usa soprattutto per il rischio che modifichi radicalmente le politiche verso le imprese, i mercati e la regolamentazione. Alcune questioni frequentemente oggetto di discussione sono l’aumento delle imposte sulle società, i drastici cambiamenti del sistema sanitario o la regolamentazione di alcune delle più grandi aziende tecnologiche del Paese”.

Un presidente dirompente

Secondo Nadège Dufossé, Head of Cross Asset Strategy & Deputy Global Head of Multi-Asset di Candriam, le elezioni Usa sono fonte di incertezza per il mercato ed è probabile che i mercati risponderanno a questa incertezza con una maggiore volatilità. Questo è già stato parzialmente preso in considerazione dagli investitori almeno fino alla data delle elezioni, come dimostra l’andamento dei futures sul Vix.

Secondo Dufossé, il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà potenzialmente dirompente. “Joe Biden lo sarà sulla politica interna, dove non garantirà la continuità con l’attuale presidenza, mentre Donald Trump continuerà ad essere dirompente sulla scena internazionale. Indipendentemente dal Presidente eletto, dobbiamo però tenere conto della composizione del Congresso”.

Un Congresso guidato da un solo partito permetterebbe di anticipare più chiaramente la politica che sarà perseguita dal nuovo governo. “In generale, con un Congresso unificato ci sarà meno incertezza riguardo la politica che sarà adottata”, spiega l’esperto di Candriam. “Gli investitori potranno posizionarsi più rapidamente in relazione alle conseguenze nazionali e internazionali che provocherebbero i programmi dei candidati. In una crisi economica, la risposta di un governo unito può essere più decisa e strutturale, anche se i repubblicani e i democratici non forniscono lo stesso tipo di sostegno. Una traiettoria di crescita più sostenuta potrebbe portare ad un maggiore irrigidimento della curva dei rendimenti. Tuttavia, il rialzo dei tassi rimarrà limitato, dato il cambiamento di strategia che la Federal Reserve ha appena annunciato. Anche gli asset rischiosi (azioni e credito) dovrebbero reagire positivamente alla prospettiva di una maggiore crescita. L’impatto sulla valuta statunitense è meno chiaro e dipenderà anche dalla traiettoria di crescita delle altre grandi economie. Un programma politico ed economico con una direzione più chiara… nel bene e nel male”.

Elezioni Usa e asset allocation

Conclude Dufossé: “Abbiamo scelto di mantenere protezioni opzionali sulle azioni statunitensi ed europee al fine di ridurre l’impatto sulla performance di una maggiore volatilità nelle prossime settimane. Pertanto, per il momento siamo leggermente underweight sulle azioni.  Abbiamo aumentato la nostra esposizione all’oro, che fornisce una protezione efficace in questo contesto. I rischi sugli asset Usa si stanno accumulando e potrebbero pesare sulle loro valutazioni in vista delle elezioni. La regione è un rifugio meno sicuro rispetto alle crisi passate, e pertanto sottopesiamo sia le azioni Usa sia il dollaro. Abbiamo temporaneamente ridotto la nostra esposizione ai titoli tecnologici statunitensi. La loro forte performance e le relative valutazioni elevate li rendono ora più vulnerabili a una correzione. Poiché restiamo strutturalmente positivi su questo tema, coglieremmo l’opportunità di una correzione per rafforzare la nostra esposizione al settore tecnologico”.

 

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