Mercati, con la mina vagante Trump nervosismo e tensioni fino al 3 novembre

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Avatar di Stefano Fossati 9 Ottobre 2020 | 13:00

“La campagna elettorale è ormai entrata nella fase finale. Dopo il confronto televisivo con Biden che ha visto gli sfidanti lasciarsi andare a insulti reciproci, Trump si gioca la carta del ‘Commander in Chief’ che combatte il virus a mani nude e vince. Sì perché l’aver contratto il Covid-19 dopo aver cercato in più occasioni di minimizzarne la pericolosità, è stato un duro colpo per la sua popolarità a poco più di un mese dall’appuntamento elettorale. Ma il gesto che ha avuto conseguenze più tangibili sui mercati, Trump lo ha compiuto 24 ore dopo, quando martedì ha imposto alla sua amministrazione l’interruzione di ogni trattativa con i Democratici per il varo di un nuovo pacchetto di stimoli fiscali“. E’ quanto sottolinea Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di Gam (Italia) Sgr. Di seguito la sua previsione sull’impatto dell’ultima fase della campagna elettorale Usa sui mercati.

La scorsa settimana la Camera a guida democratica aveva approvato un disegno di legge da 2,2 trilioni di dollari senza il supporto dei Repubblicani mentre la Casa Bianca aveva dato il suo benestare per un ammontare più ridotto, pari a circa 1,6 trilioni. Il pacchetto democratico conteneva alcune voci di spesa osteggiate dai Repubblicani tra cui la copertura sanitaria finanziata dal governo per gli aborti e i sussidi per gli immigrati privi di documenti. Anche il Presidente della Fed Jerome Powell, solo poche ore prima durante la conferenza di martedì mattina presso la Natio¬nal Association for Business Economics, aveva rinnovato il suo appello a una maggiore spesa per sostenere la ripresa economica: “Un contributo troppo esiguo porterebbe a una ripresa debole, creando inutili disagi alle famiglie e alle imprese”.

Ma Trump, forse condizionato dagli ultimi sondaggi che lo danno in svantaggio di diversi punti percentuali nei confronti di Biden, intende evidentemente far leva sui temi più cari al suo elettorato (immigrazione, aborto, spesa sanitaria) per cercare di recuperare terreno. La risposta dei mercati è stata però inequivocabile, con l’S&P 500 che sulla notizia ha lasciato sul terreno oltre il 2%. Rimandare il pacchetto di aiuti a dopo le elezioni, infatti, può avere severe conseguenze sul tessuto economico. Con l’avvicinarsi della stagione invernale è lecito attendersi non solo un incremento del numero dei contagi ma anche un aggravarsi delle infezioni. Tutto ciò potrebbe portare, se non a un nuovo lockdown generale, a limitazioni più mirate che però richiederebbero un intervento tempestivo di sostegno alle classi più deboli da parte del governo.

La scarsa prevedibilità delle future mosse e dichiarazioni di Trump rischiano quindi di generare, da qui al 3 novembre, nervosismo e tensioni su un mercato in recupero ma in equilibrio precario, fra timori di nuove ricadute e speranze di ripresa nel 2021. In questa fase quindi conviene avere un approccio prudente agli investimenti, confidando in un risultato elettorale netto, per l’una o per l’altra parte.

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