Guibout (Axa IM): “Azionario, troppa incertezza per essere davvero bullish”

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di Gianluigi Raimondi 13 Ottobre 2020 | 10:30

“A settembre sui mercati è tornata progressivamente l’avversione al rischio dopo un’estate sorprendentemente risk-on. È difficile che il mercato possa salire nelle prossime settimane, tra crisi sanitaria, elezioni americane e Brexit. Tuttavia, il rischio di un ribasso è attutito dalla politica di sostegno delle banche centrali”. Ad affermarlo è Gilles Guibout, gestore del fondo PIR AXA WF Framlington Italy, di AXA Investment Managers, che di seguito illustra nel dettaglio la propria view.

Dopo la ripresa dell’attività durante l’estate, è progressivamente aumentata l’incertezza su vari fronti. E con l’aumentare dell’incertezza, a settembre è evaporato l’ottimismo degli investitori. Sul fronte sanitario la recrudescenza dell’epidemia fa temere nuove restrizioni. Sul fronte economico la graduale riduzione dei piani di sostegno al rischio ha sollevato timori per la spesa delle famiglie. Infine, sul piano politico, l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti rende più complicato un nuovo piano di rilancio, mentre in Europa i negoziati sulla Brexit sembrano compromessi dopo che il governo britannico ha presentato un disegno di legge che mette in discussione il trattato firmato lo scorso anno.

Le small e mid-cap hanno beneficiato del recupero dell’economia

A settembre, il Ftse Italia All Share NT ha annullato tutti i guadagni del mese precedente, lasciando sul terreno il 2,79% (ad agosto era salito del 2,74%). I settori che hanno maggiormente contribuito al ribasso del mercato sono quelli dei titoli finanziari e dell’energia, che hanno subito un calo di oltre il 9% nel corso del mese. I finanziari sono stati penalizzati dai tassi bassi, e i titoli energetici dalla debolezza del petrolio e dai rischi legati alla transizione energetica. Al contrario, il settore dei consumi discrezionali, generalmente trascurato nelle fasi di avversione al rischio, ha messo a segno un rialzo grazie principalmente al settore automotive. Il titolo FCA ha fatto da traino dopo l’annuncio della finalizzazione dell’operazione di fusione con Peugeot, ma l’intero settore è salito sulla scia delle notizie positive circa il recupero dell’attività economica.
Similmente, le small e mid cap hanno peformato bene grazie al forte recupero dell’economia. L’indice Star ha archiviato un rialzo del 2,6%.

Outlook: il rischio di un ribasso viene attutito dal sostegno delle banche centrali

Cosa dobbiamo aspettarci per questo mese? Data l’incertezza legata all’evoluzione della crisi sanitaria, alle presidenziali negli Stati Uniti e alla Brexit, fatichiamo a pensare che il mercato possa salire. I livelli attuali delle valutazioni, ampiamente sostenuti dalle politiche monetarie delle banche centrali, non offrono che un potenziale di rialzo limitato e rendono vulnerabili i mercati di fronte a nuovi timori.
Dopo avere assistito a un recupero dell’attività durante il terzo trimestre, stimiamo che nel quarto si faranno i conti con un’economia che risente degli effetti della crisi. Insomma, il ritorno alla normalità non sarà qualcosa di immediato. Resta il rischio di un ribasso, ma le politiche monetarie lo riducono.

Come sempre, continuiamo più che mai ad essere selettivi nella scelta dei titoli, privilegiando quelle società che offrono reali potenzialità di crescita del fatturato e/o dei margini, unica garanzia della capacità di generare risultati e dividendi sul lungo periodo. Cerchiamo ugualmente di mantenere una buona diversificazione al fine di poter affrontare un eventuale cambio brutale dello scenario economico.

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