Credito, bene investire in Europa e Usa, ma occhio ai settori ciclici

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di Stefano Fossati 12 Ottobre 2020 | 17:30

“I fattori tecnici rimangono molto favorevoli per i titoli obbligazionari speculativi (high yield securities) come per gli altri asset a rendimenti elevati, con gli investitori che continuano a cercare il rendimento in un contesto di politiche monetarie ultra-accomodanti che dovrebbero mantenere bassi i tassi sul mercato per il lungo termine. I mercati prevedono che i tassi di riferimento della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea rimarranno ai livelli attuali fino a dicembre 2023“. E’ quanto afferma Paul Gurzal, Head of Corporate Debt di La Française AM. Di seguito la sua analisi sui mercati globali e le prospettive per i prossimi mesi.

I tassi di default, pur essendo in aumento dall’inizio della crisi, si mantengono ben al di sotto dei livelli osservati durante le precedenti recessioni economiche (2001 e 2008) e delle previsioni delle agenzie di rating che prevedono un tasso medio di default del 12% per gli Stati Uniti e dell’8% per l’Europa (metodo issuer weighted) per il 2020. Al momento quiesti sono pari al 4,3% e allo 0,7% rispettivamente da inizio anno (issuer weighted). Il nostro scenario principale rimane che non prevediamo un aumento significativo dei tassi di default rispetto ai livelli attualmente osservati. Quindi anche questo elemento fa da supporto per l’asset class.

Tuttavia dato il forte rally da aprile (gli spread dei titoli high yield a livello globale hanno ritracciato il 75% del loro allargamento post-Covid), in autunno ci aspettiamo un leggero ampliamento degli spread (nell’ordine di 30-50 punti base) nel periodo che precede le elezioni americane. L’incertezza sull’esito di queste elezioni potrebbe causare una maggiore volatilità sui mercati finanziari.

Gli scenari più sfavorevoli sarebbero i seguenti:
– elezioni senza risultati definitivi il 3 novembre;
– una rielezione di Donald Trump con il Senato che va ai Democratici.

Lo scenario più favorevole dal nostro punto di vista sarebbe l’elezione di Joe Biden con il Senato che rimane in mano ai Repubblicani. Se questo ampliamento degli spread high yield si concretizzerà, coglieremo questa opportunità per rafforzare le nostre posizioni. Per il medio-lungo termine (6-8 mesi a venire) la nostra convinzione rimane invariata, che gli spread dovrebbero muoversi all’interno di un range dato dagli elementi sopra citati (fattori tecnici e fondamentali) e dall’appoggio delle banche centrali.

Confermiamo le nostre convinzioni e la nostra posizione:
– dal punto di vista geografico, privilegiamo l’Europa e gli Stati Uniti e rimaniamo cauti nei confronti dei Paesi emergenti e degli emittenti dei Paesi periferici;
– in termini settoriali, rimaniamo positivi riguardo i settori meno sensibili contesto macro attuale (tecnologie, media e telecomunicazioni, alimentare, farmaceutico, ecc.) mentre rinnoviamo la nostra cautela nei confronti degli emittenti ciclici;
– in termini di rating, ci orientiamo verso emittenti “best in class”, ovvero i cosiddetti “fallen angels” e gli emittenti con rating BB in generale.

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