Vita da trader – Un Milan da pena

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Avatar di Redazione 22 Marzo 2010 | 09:15
Anche noi operatori del mercati possediamo un cuore, nel mio caso rossonero.

Sono Marco, trader in proprio. Questa volta non voglio parlarvi del solito, ho voglia di esprimere il mio parere sul palese decadimento di una realtà che una volta primeggiava. Povero Milan, da quando non serve più a Berlusconi tutto è cambiato. Ma la cosa che fa ridere è che non è stata adottata una strategia low cost, orientata sul guadagno. No.

La nostra strategia è la mancanza di strategia. Guardate l’Arsenal, la Fiorentina, il Bari, squadre a basso budget: puntano sui giovani, li fanno emergere e li vendono. Se proprio si vuole fare cassa, questa è la via. Noi no, siamo davvero la Villa Arzilla del calcio, il tutto mascherato da finalità solidali, perché, come ripete Galliani, qui da noi nessuno viene cacciato. Nemmeno Dida, super portiere che ci è costato un paio di Champions. Nemmeno Roma, Kaladze, Jankulovsky, Beckham, Seedorf, Pirlo, Mancini, Oddo, Favalli, Zambrotta, Inzaghi, giocatori vecchi e/o finiti, che farebbero tribuna in qualunque altra grande d’Europa. Però mandiamo via i Gourcuff, rinunciamo ai Pandev a parametro zero, puntiamo agli emergenti come Yepes del Chievo, 34 anni suonati. Non siamo una squadra, siamo gli Emergency della serie A.

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