Tempesta greca, l’euro ai minimi

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di Giacomo Berdini 23 Marzo 2010 | 11:00
Mentre le Grecia si prepara al summit del 25-26, da molteplici parti giungono attacchi alla Germania, per la sua politica di export. E intanto l’euro…

“La Grecia non si presenterà al vertice Ue come un mendicante. Deve esserci un meccanismo politico che assicuri la stabilità della zona euro e sostenga gli sforzi compiuti da ogni paese”. Ad affermarlo è stato il ministro delle Finanze greco George Papaconstantinou, confidando le sue buone aspettative per il vertice europeo che si terrà il 25 e il 26 marzo. “Vogliamo una soluzione europea”, ribadisce Papaconstantinou, sottolineando che il paese è in grado di continuare a finanziarsi sui mercati fino a quando continuerà ad attuare fedelmente il piano di stabilità varato.

Ma la polemica è tutt’altro che risolta, poiché il vice primo ministro greco Theodoros Pangalos punta il dito contro la Germania, a suo avviso colpevole di aver tessuto trame segrete per vedere Atene in bancarotta: “Tanto più a lungo il sud dell’Europa resta sotto pressione, tanto più l’euro ne subisce le conseguenze, diventando protagonista di scossoni e indebolendosi mentre migliorano le condizioni che permettono a Berlino di aumentare le esportazioni verso terzi”, accusa Pangalos, dichiarandosi “molto preoccupato”.                                                                                                               
“Se una decisione non verrà presa al più presto”, afferma il vice premier, “allora la valuta europea non avrà più senso. Il fallimento dell’euro ci porterà indietro di decenni sul fronte dell’integrazione europea”, prefigura Pangalos, che attribuisce alle banche tedesche un ruolo specifico nella speculazione sui bond greci.

Sulla questione è intervenuto anche il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, sceso in campo per difendere la Germania: “È sbagliato pensare che si stia comportando in modo scorretto nel puntare sull’export ed essere competitività”, ha detto, “Bisogna tener presente che ha problemi demografici, ha bisogno di alti tassi di risparmio, di un surplus”, afferma rispondendo alle accuse lanciate dagli altri Paesi di Eurolandia per una politica economica troppo incentrata sull’export. Trichet, tuttavia, si oppone alla Merkel sulla questione degli aiuti, sostenendo che il prestito sia l’unica possibilità per aiutare la Grecia, seppur il sostegno debba essere vincolato a condizioni stringenti.
Il capo della Bce inoltre ha nuovamente escluso l’ipotesi di ricorrere al Fmi ma solo per un’assistenza tecnica, posizionandosi sulla stessa linea della Bundesbank che ha esplicitamente affrontato il tema nel report mensile di marzo.

Sulla questione degli aiuti batte chiodo anche il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso che, in un’intervista al Financial Times, si ritiene sicuro che Angela Merkel, sinora scettica sugli aiuti finanziari alla Grecia, alla fine si convincerà della necessità di ricorrere a questa misura.
Barroso è convinto che il momento di aiutare Atene sia giunto: “Lo scorso 11 febbraio i leader Ue hanno deciso di intraprendere azioni coordinate per assicurare la stabilità della zona euro, se necessario. Ecco, la Commissione ritiene che sia necessario ora”.

Intanto l‘euro si avvicina ai minimi da tre settimane a questa parte sul dollaro in vista dei rumors secondo cui i leader dell’Unione Europea non riusciranno a trovare un accordo sulla Grecia al vertice di dopodomani. A metà giornata la moneta unica è scivolata a 1,3533 dollari sui mercati valutari europei.

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