Obbligazionario, perché l’high yield continua a crescere

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Avatar di Stefano Fossati 19 Ottobre 2020 | 12:30

“Fino a ora, il 2020 è stato senza dubbio un anno ricco di eventi senza precedenti: i mercati del credito erano in rialzo a inizio anno, ma hanno registrato un significativo drawdown a marzo sulla scia della pandemia, registrando un incremento della volatilità e un significativo deterioramento delle condizioni di liquidità. Mentre lo scenario legato alla pandemia continua a essere avvolto dall’incertezza, è utile esaminare gli sconvolgimenti di quest’anno e cosa potrebbe accadere in futuro”. E’ quanto afferma Andrey Kuznetsov, Senior Portfolio Manager per la divisione internazionale di Federated Hermes: di seguito la sua analisi sull’obbligazionario high yield.

Siamo da poco entrati nell’ultimo trimestre dell’anno e la dimensione del mercato high yield sta toccando nuovi picchi negli Stati Uniti, in Europa e nei mercati emergenti. Dopo un andamento piatto registrato a partire dal 2015, in particolare nei paesi sviluppati, l’high yield sta ora vivendo una nuova fase di crescita, in grado di controbilanciare in maniera rapida il declino dell’ultimo lustro.

I nuovi picchi dell’high yield (fonte: Ice Bond Indices aggiornato a ottobre 2020)

Alla base di questa crescita vi è un mix di fattori, tra cui quello più determinante è da ricercare nel numero record di società declassate da investment grade a high yield. Queste società e le loro obbligazioni sono i cosiddetti fallen angel, ma gli afflussi sul mercato ad alto rendimento, fino a ora, non riflettono nessuno degli scenari più pessimistici previsti durante il sell-off dello scorso marzo. Questo perché le banche centrali hanno annunciato misure radicali a supporto dei mercati del credito, i governi hanno introdotto pacchetti di sostegno e le società hanno risposto rapidamente, stabilizzando così il proprio stesso rating.

Inoltre, il mercato dei leveraged loan continua a non trovare slancio perché non beneficia più del supporto derivante dall’aumento dei tassi d’interesse. Negli ultimi cinque anni, proprio questa dinamica aveva aiutato il mercato dei prestiti a cannibalizzare parte delle emissioni high yield.

Infine, la rapida risposta alla necessità di consolidare la liquidità ha portato quest’anno a un alto volume di emissioni, in particolare sul mercato statunitense.

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