Euro ai minimi, fantasma Portogallo

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di Giacomo Berdini 24 Marzo 2010 | 11:30
L’Euro è ai minimi storici da dieci mesi, per via dell’incertezza della questione greca che continua a far perdere terreno alla moneta unica rispetto al dollaro. Intanto l’ombra della crisi avanza, e Fitch abbassa il rating del Portogallo.

L’incognita greca e gli sviluppi incerti della soluzione europea continuano a pesare sulla moneta unica, in caduta libera nei confronti del biglietto verde.
Il cross euro/dollaro al momento scambia a 1,3426 dollari rispetto alla chiusura di ieri a 1,3495, dopo aver toccato il fondo a 1,3404 sulle piazze asiatiche.
Di fatto, l’euro è ai minimi da dieci mesi sui mercati del Vecchio Continente.
Gli operatori economici sono in attesa degli esiti del vertice europeo di domani, dal quale i membri del governo greco e della Commissione Europea si aspettano una soluzione alla questione ellenica.

Dopo l’intervento di Jean-Claude Trichet, dalla Bce arriva un’ulteriore opposizione al ricorso al Fondo Monetario Internazionale che, secondo Lorenzo Bini Smaghi “è contrario alle regole del patto di stabilità e crescita dell’Unione monetaria”. Queste sono le parole rilasciate dal componente del board della Bce al quotidiano tedesco Die Zeit.

Ma intanto che l’Europa discute sulle strategie atte ad affrontare la crisi debitoria del Paese membro, l’ombra della crisi distende le sue dita sull’Eurozona.
Oggi, infatti, Fitch ha tagliato il rating sul debito sovrano del Portogallo da AA ad AA-, e l’outlook è negativo.
Gli analisti di Fitch spiegano che il paese ha subito un “rilevante shock” delle proprie finanze pubbliche a fronte di un quadro macroeconomico e strutturale che “ha ridotto il merito di credito” di Lisbona.
Nel 2009 il rapporto deficit/Pil del Paese è salito al 9,3%. “Servono misure correttive rilevanti per riportare il rapporto entro il 3% nel 2013. Anche se questo obiettivo fosse raggiunto il rapporto debito/pil salirà comunque intorno al 90% nel 2013”, comunica Fitch.  Il limite del 3% per il rapporto del deficit/pil è peraltro uno dei pilastri portanti del patto di stabilità dell’Europa.

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