“Are we SURE?” I bond governativi e corporate sotto la lente

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Avatar di Carlo Aloisio 23 Ottobre 2020 | 09:29

Nel contesto in cui i mercati azionari segnano una battuta d’arresto per il concreto pericolo di un nuovo rallentamento economico dettato dai provvedimenti restrittivi che i governi stanno attuando per contenere il pericolo di una nuova diffusione del virus come nella scorsa primavera, le buone notizie arrivano dai mercati obbligazionari dove hanno debuttato i nuovi titoli Sure.

Ad inizio settimana l’Unione Europea ha dato mandato a un pool di banche per l’emissione del primo bond nell’ambito del programma “Sure”, ossia lo strumento europeo con l’obiettivo di attenuazione dei rischi occupazionali legati alla diffusione della pandemia. L’obiettivo iniziale era per una raccolta di 15 miliardi.

La risposta è andata al di sopra di ogni aspettativa con richieste arrivate soprattutto da istituzionali che hanno superato i 230 miliardi. La domanda è stata così alta, che alla fine la UE si è convinta ad emettere 17 miliardi, cioè oltre il massimo della forchetta prevista, divisa su due scadenze a 10 e 20 anni.

In particolare, la scadenza 4 ottobre 2030 ha raccolto ordini per 145 miliardi ed è stata offerta per dieci miliardi. La scadenza 4 ottobre 2040 invece ha attirato 88 miliardi ed è stata emessa per sette miliardi. Quanto ai rendimenti, la tranche decennale si è attestata a +3 punti base sopra il tasso midswap. Mentre quella ventennale a +14 punti base.

Nel dettaglio la tranche a dieci anni (codice Isin EU000A283859) non ha cedola, prezzo di emissione 102.396, equivalente a un rendimento negativo di 0.238% e rimborso alla apri il 4 ottobre 2030; la tranche a 20 anni (EU000A283867) paga una cedola annua fissa dello 0.10, prezzo di emissione 99. 39, equivalente a un rendimento di 0.131% e rimborso alla pari il 4 ottobre 2030. Rating AAA e lotto minimo di mille euro con multipli di mille. Questa è stata la prima di svariate emissioni, fissate per complessivi 100 miliardi di euro.

Nel grey market successivo entrambi i titoli hanno sovraperformato con più di un punto per il decennale e due per il ventennale.

Cosa ha spinto gli investitori a. una domanda così forte? In primo luogo il rating dell’emissione sovranazionale, ma soprattutto il confronto tra il rendimento di questi titoli rispetto ad esempio al Bund tedesco che ha rendimento negativo di 0.58% sul 10y ed a zero sul 20y e quindi per la liquidità degli istituzionali vi è un vantaggio notevole. Altro aspetto importante da considerare è che questa emissione era un po’ il banco di prova di quelli che saranno i “recovery fund” che prossimamente arriveranno sui mercati con importi elevati per il sostegno delle economie europee.

Si è attivato anche il Meccanismo Europeo di Stabilità, detto anche fondo salva stati, che ha collocato un’obbligazione senior in euro del controvalore di due miliardi. Il titolo (Isin EU000A1Z99M6) non ha cedola, scadenza a dicembre 2024, prezzo di emissione 102.466, equivalente a un rendimento di -0.582%  Gli ordini raccolti nel collocamento hanno superato i 12.8 miliardi. Lotto minimo di mille euro con multipli di mille e rating Aa1/AAA.

Le altre emissioni di nuovi bond govenrnativi sotto la lente

Passando al nostro mercato sono arrivate buone notizie circa il fabbisogno del Tesoro che prevede una riduzione delle emissioni del 30% di qui a fine anno rispetto al 2019. Inoltre, nell’ambito di un’operazione di concambio è stato collocato via sindacato il Tesoro un nuovo Btp a 30 anni. Gli ordini hanno superato quota 90 miliardi di euro, stabilendo il nuovo record sulla scadenza lunga che era di 84 miliardi per il Btp a venti anniy collocato ad inizio settembre. La guidance è così stata rivista in area cinque punti base sul Btp settembre 2050 dopo prime indicazioni in area 10 punti base poi abbassata a sette punti base.

Il nuovo Btp ha scadenza 1 settembre 2051: lotto minimo di mille euro con multipli di mille, cedola con cadenza semestrale e rating Baa3/BBB. A fronte di questa emissione, il Tesoro ha riacquistato cinque titoli con scadenza tra agosto 2021 e gennaio 2025, in un’ottica di ottimizzazione della gestione del debito pubblico.

Sulla prospettiva della discesa dei tassi di interesse, il Tesoro sta preparando nuovi collocamenti per fine anno con l’obiettivo di fare cassa per fare fronte alle spese per affrontare l’emergenza Covid19: un’altra edizione del prodotto pensato per il retail, il Btp Futura a otto anni dal 9 al 13 novembre,  un nuovo Btp in dollari probabilmente su una o due scadenze e la prima emissione del Btp Green, per finanziare i progetti di sostenibilità ambientale, programmata o a fine anno e all’inizio del prossimo.

Nella sua prossima edizione il BTP Futura funzionerà come il suo predecessore di luglio, che aveva raccolto oltre sei miliardi destinati integralmente alle spese anticrisi. La scadenza si abbrevia un po’, scende ad otto anni invece dei 10 del titolo di luglio, ma il premio per chi tiene il titolo fino alla scadenza, legato alla dinamica del pil nominale dei prossimi anni, resterà compreso tra l’1% ed il 3%, quindi un premio uguale con una scadenza più breve che servirà a far crescere l’interesse degli investitori, così come le cedola step up corrisposte semestralmente.

Le nuove emissioni di bond corporate sotto i riflettori

Ancora una buona sfornata di emissioni corporate, tutte collocate con successo sul mercato, tra queste la UnipolSai è uscita con un bond Restricted Tier1 perpetual NC10 a tasso fisso da 500 milioni di euro collocato presso investitori qualificati italiani ed esteri.  L’operazione consentirà di rifinanziare per tempo i prestiti obbligazionari classificati come Restricted Tier 1 in essere, “con benefici anche in termini di miglioramento del rapporto debito/capitale. Gli ordini hanno raggiunto 1.6 miliardi di euro con una copertura del book di tre volte,  il rendimento è stato fissato al 6.375% dopo prime indicazioni in area 6.75%, poi riviste in area 6.50%. Nel dettaglio, il bond Tier1 PNC10  (codice Isin XS2249600771) paga una cedola annua fissa pari a 6.375% fino al 27 ottobre 2030, data in cui l’emittente può decidere di esercitare la call e richiamare il titolo alla pari, prezzo di emissione 100, lotto minimo di 200mila euro con multipli di mille e rating B1/B+.

Per A2A scelta di un bond da 500 milioni senior con scadenza nel 2032 con cedola del 0.625%, Isin XS2250376477 e taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille con prezzo d’emissione a 99.471 che si è mantenuto stabile anche nel grey market successivo. rating dell’emittente è investment grade Baa2/BBB.

Iberdola ha emesso con successo due obbligazioni perpetue ibride e subordinate per un controvalore complessivo di tre miliardi. Alta la domanda, con ordini per sette miliardi, arrivati principalmente da Regno Unito, Italia, Francia e Germania. Il primo titolo da 1,6 miliardi  (Isin XS2244941063)  prevede un periodo “non-call” di cinque anni e cinque mesi, cioè fino alla prima data di reset del 28 aprile 2026. La cedola fino ad allora sarà pari all’1.874% fisso annuale. Il prezzo di emissione è stato 100. La seconda obbligazione da 1.4 miliardi  (Isin XS2244941147) è  anch’essa perpetua, ibrida e subordinata con periodo non-call” di 8.5  anni. E’ stata emessa con prezzo di re-offer di 100e cedola2.25% fino al 28 aprile 2029, data di esercizio della call da parte di Iberdola. La guidance per la prima tranche, callable a partire dal 28 aprile 2026, è stata rivista all’1.875%  dopo prime indicazioni in area 2,25%/2.376% poi riviste a 2%,  mentre il rendimento della seconda, callable dal 28 aprile 2029, è pari al 2.25% dopo le prime indicazioni in area 2.625%/2.75%, successivamente riviste a 2.37%.  Rating delle obbligazioni Baa3/BBB- e lotto minimo 100mia euro con multipli di 100mila.

Credit Mutuel Arkea ha collocato un’obbligazione senior preferred per un controvalore di 500 milioni di euro. L’obbligazione (Isin FR00140007B4) paga una cedoola annua fissa dello 0.010%, prezzo di emissione 99.832, equivalente a un rendimento dello 0.042%, 50 èpunti base sopra il tasso midswap, scadenza 29 gennaio 2026, lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila e rating Aa3/A.

La Cina ha emesso il suo primo bond in dollari da anni accessibile al mercato americano. Lo ha fatto con obbligazioni di stato a tre, cinque, dieci e 30 anni per un controvalore complessivo di sei miliardi di dollari. Il collocamento è avvenuto con successo, gli ordini hanno ammontato a 27 miliardi, circa quattro volte e mezzo l’importo offerto. Circa il 15% dell’offerta è stata assegnata agli investitori americani. Nel dettaglio, i  titoli emessi offrono cedole rispettivamente dello 0.40%, 0.55%, 1.20% e 2.25%. In  altre parole, il decennale è stato collocato sul mercato con rendimento a premio di circa 70 punti base rispetto al Treasury di pari durata, mentre lo spread sulla scadenza a 30 anni si è attestata nell’ordine dei 75 punti base.

La Banca Commerciale di Dubai ha emesso obbligazioni perpetue per 600 milioni di dollari, registrando ordini per 1,4 miliardi. Grazie all’ottimo riscontro sul mercato, il tasso offerto è sceso dal 6,375% inizialmente ipotizzato al 6%. Il titolo è “non callable” per i primi sei anni, cioè fino all’ottobre del 2026 non potrà essere rimborsato in anticipo. Rating A-/Baa1. Si tratta di un bond Additional Tier1, il più rischioso che una banca possa emettere.

ll sultanato dell’Oman ha raccolto due miliardi di dollari ieri con l’emissione di un bond suddiviso in due tranche, rispettivamente a sette e 12 anni. Alla vigilia, aveva annunciato anche una tranche a tre anni, poi ritirata. I rendimenti erano attesi nell’ordine del 4% per la scadenza triennale, di quasi il 7% per quella a sette anni e in area 7,625% per quella a 12 anni. Alla fine, sono stati esitati rendimenti inferiori, anche grazie alle voci di un imminente bailout da parte degli alleati del Golfo Persico sul modello del Bahrein nel 2018. E così, il titolo a sette anni è stato piazzato in area 6.375% e quello a 12 anni al 7.375%.

Un passo storico per la minuscola Repubblica di San Marino che in  in questi giorni sta per collocare sul mercato il suo primo titolo di stato, che è stato ribattezzato “Titano Bond”. In questi giorni si sta tenendo un “roadshow” per fare conoscere agli investitori non solo questa obbligazione, ma persino il nome dell’emittente, sconosciuto ai più. Si tratta di una scadenza a cinque anni e di un taglio da 300 milioni di euro, piuttosto contenuto per i valori a cui siamo abituati in Italia. Tuttavia, si pensi che il PIL sanmarinese ammonta a poco più di 1,5 miliardi di euro, per cui lo stato sta richiedendo sul mercato, capitali per un quinto della sua ricchezza annua prodotta.

Grande successo per il deal da tre miliardi della United Airlines, infatti in un momento in cui il settore dei trasporti è tra i più colpiti dalla crisi e di conseguenza i rendimenti dei bond salgono e le azioni sono in ribasso, è riuscita ad attrarre l’interesse degli investitori con questo titolo, strutturato su sette anni, con cedola trimestrale del 5.87%, in forma sinkable, ossia ad ogni cedola viene ripagata anche una quota capitale. Il taglio minimo è da mile dollari con multipli di mille, Isin US90931GAA76 e rating A3/A.

Cosa caratterizza questo titolo, rispetto agli altri della compagnia che hanno rating Ba3/B/BB-, con rendimenti medi più elevati. Si tratta delle garanzie sottostanti al titolo che tutelano molto di più i possessori del bond in caso di fallimento, l’obiettivo principale era di rifinanziare 2.75 miliardi di scadenze nel 2021, ed oltre al titolo, Goldman ha messo a disposizione una linea di credito per coprire i costi degli interessi nei prossimi 18 mesi, se continuasse la difficoltà del settore. Emesso a 100, sta performando di oltre un punto nel grey market.

World Bank ha emesso un bond “sustainable” in dollari a cinque anni per un totale di sei miliardi; l’emittente gode del massimo rating, AAA, Isin US459058JL88 e taglio minimo mille euro con multipli di mille.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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