Le economie orientali ripartono davvero, quelle occidentali frenano

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di Stefano Fossati 23 Ottobre 2020 | 12:30

“Nelle ultime settimane è sempre più evidente la cesura creata dal coronavirus fra Oriente e Occidente. L’area asiatica, contrariamente a Europa e Stati Uniti, registra una crescita dei contagi molto contenuta in quasi tutti i Paesi, fatte salve la rilevante eccezione indiana e il caso malese, ed è finora riuscita a stroncare sul nascere il pericolo di una seconda ondata, come pure gli annessi provvedimenti di chiusura a cui stiamo assistendo nel nostro continente. Ciò ha preservato il processo di ritorno alla normalità delle economie orientali, come confermato da due dati cinesi in particolare, pubblicati solo pochi giorni fa: in primo luogo l’economia è cresciuta nel terzo trimestre, anno su anno (terzo trimestre confrontato con il terzo del 2019), del 4,9% e rispetto a fine 2019 per la prima volta è tornata sopra la linea di galleggiamento (+0,7%); inoltre, sebbene non sia disponibile ancora lo spaccato fra le diverse componenti del prodotto interno lordo, la concomitante pubblicazione delle vendite al dettaglio ha rassicurato sull’andamento dei consumi, in progresso a settembre del 3,3%, oltre il doppio di quanto atteso dagli analisti”. E’ quanto nota Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di Gam (Italia) Sgr.

Il discorso riguarda, pur con limitati distinguo, più in generale la regione asiatica: l’assenza, per il momento, di focolai significativi e di misure più o meno severe di chiusura economica, conforta sulla prosecuzione del recupero delle economie orientali nei prossimi mesi.

“I ragionamenti appena condotti sul piano economico – aggiunge l’esperto – hanno ovviamente delle ricadute anche in ambito finanziario. A titolo di esempio, le attese per l’indice cinese Csi 300 (Shanghai Shenzen) sono per una compressione degli utili molto misurata nell’anno in corso (-3% circa) e un rimbalzo piuttosto significativo nel 2021 (+13%). Proprio la stabilità del quadro attuale dei contagi riduce, rispetto ad altre aree, i rischi legati a queste attese, in particolare per quelle riguardanti la parte finale dell’anno e il primo trimestre del 2021, offrendo quindi buone opportunità in prospettiva, soprattutto per le società meno dipendenti dalla domanda globale.

Un ultimo punto, questa volta d’attenzione, sul tema asiatico riguarda le imminenti elezioni presidenziali americane, a causa dei possibili risvolti sui futuri rapporti fra Usa e Cina. È bene tenere presente anche questo aspetto, perché potrebbe determinare un regime di volatilità maggiore nel breve termine in funzione dell’esito elettorale.

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